'Ndrangheta al porto, il presidente della Compagnia dei portuali: «Sorpresi da questa vicenda»

Enzo Raugei

Livorno, Enzo Raugei senza parole dopo l’operazione della polizia: «Abbiamo fiducia nei magistrati e fino a un’eventuale condanna li devo considerare innocenti»

LIVORNO. «Sono rimasto senza parole, non mi aspettavo certo che alcuni nostri dipendenti potessero essere coinvolti in vicende del genere. In ogni caso, fino a un’eventuale condanna da parte del tribunale, devo considerare tutti innocenti. Ribadisco la mia totale fiducia nella magistratura».

A parlare è Enzo Raugei, il presidente della Compagnia portuale di Livorno. Il responsabile della cooperativa di via San Giovanni – dove lavorano il sessantaquattrenne Massimo Antonini (al momento in aspettativa non retribuita perché detenuto in carcere con l’accusa di omicidio per aver accompagnato in piazza Mazzini, la notte del 30 giugno 2002, l’uomo che ha ucciso Alfredo Chimenti, detto “Cacciavite”, Riccardo Del Vivo), il quarantaduenne Mario Billi e il cinquantenne Fabio Cioni – non nasconde la sua amarezza per la vicenda che coinvolge la società livornese, anche se «le responsabilità ricadono sui singoli lavoratori, non sulla Compagnia che in questo caso è assolutamente estranea a quanto accaduto».


«Per ora abbiamo ricevuto notizie solo in via ufficiosa, nessuno ufficialmente ci ha detto niente, e abbiamo preso tutto attraverso la stampa – prosegue Raugei – ma posso ragionevolmente dire che, nel caso, si tratta di casi isolati. Noi i controlli li facciamo, all’entrata e all’uscita dall’area doganale dove i nostri dipendenti operano, e stiamo attenti che le persone si comportino bene durante il proprio turno di lavoro. Per il resto, è chiaro che non possiamo sapere che cosa fanno».

Antonini, Billi e Cioni – come tutti i dipendenti della cooperativa – avevano libero accesso alle aree portuali, fatta eccezione per i terminal privati dove la Compagnia portuale livornese lavora solo su richiesta, nel caso ve ne fosse la necessità naturalmente. «I nostri dipendenti – conclude Raugei – in linea generale si occupano di scarico e carico dei container dalle navi, anche delle auto per esempio. Si tratta di movimentazione merci, che è che ciò che noi facciamo sul porto di Livorno. Antonini e Billi, nella fattispecie, sono operatori portuali di base, mentre Cioni ha un grado più alto ed è un caposquadra, un coordinatore. Ma ripeto: vige la presunzione di innocenza e finché non verranno dichiarati colpevoli io li considero innocenti. Ho fiducia nella magistratura».

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