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La fa scendere e le ruba l'auto. Poi si schianta. «Mi ha picchiata, ora ho paura che torni»

Livorno: intervista alla cuoca 32enne ancora sotto choc. La Nissan Micra è stata ritrovata in viale della Libertà. Il rapinatore è fuggito.

LIVORNO. «Sono ancora scossa e ho paura che questa persona torni per farmi del male. Ero appena uscita dal lavoro e stavo aspettando che il mio amico, dal suo appartamento di via Battisti, scendesse per accompagnarmi al Bingo dove il sabato sera andiamo a giocare. Quando quest’uomo è entrato nella mia auto, all’inizio, credevo che fosse lui. Invece no: era un delinquente che mi ha picchiata colpendomi con un pugno al naso, facendomi uscire del sangue e buttandomi fuori dall’abitacolo. Scappando con la macchina per schiantarsi su viale della Libertà».

A parlare, 24 ore dopo la rapina, è la cuoca di 32 anni (Il Tirreno mantiene il suo anonimato per preservarla da possibili ritorsioni del bandito, tutt’ora ricercato dalla polizia) derubata alla mezzanotte fra sabato e domenica scorsa della sua Nissan Micra alle porte del centro. È ancora sconvolta, fatica a credere a ciò che è successo. La sua macchina, acquistata con i sacrifici lavorativi in un ristorante della città, è stata ritrovata a circa un chilometro e mezzo di distanza in fiamme con la parte anteriore completamente distrutta. I vigili del fuoco hanno evitato che l’incendio coinvolgesse anche la vegetazione circostante, mentre purtroppo domani la Micra varcherà l’ingresso dello sfasciacarrozze, «perché è buttare, non si può recuperare. Mentre io ora ho paura che questa persona, che non ho mai visto in vita mia e alla quale non ho fatto assolutamente niente, torni a cercarmi».


Signora, che cos’è successo sabato sera, attorno a mezzanotte.

«Ero appena uscita dal ristorante dove lavoro e mi sono fermata in via Battisti, sotto casa del mio amico e con il motore acceso. Lo stavo aspettando, dovevamo andare insieme al Bingo. È ormai una consuetudine il sabato sera...».

E poi?

«Poi questa persona – me lo ricordo bene: carnagione un po’ scura, barbetta e sui 35-40 anni – mi ha aperto la portiera urlandomi che stavo per investire suo figlio sulla strisce. Ma non era vero, io ero ferma e in strada non c’era nessuno, solo lui spuntato all’improvviso da non so dove. Allora ha cambiato versione, dicendo che i figli erano due. Infine mi ha detto che avrei dovuto consegnargli il portafogli. Mi ha minacciato dicendomi: “Dolcetto o scherzetto, ora tiro fuori la pistola”».

E ha rubato l’auto.

«No, sono riuscita a chiudere la portiera e lui fuori, ma è stato svelto e ha aperto l’altra dal lato passeggero, che non sono riuscita a bloccare per tempo. Mi ha tirato un pugno in faccia, facendomi uscire il sangue dal naso, poi mi ha buttata fuori dall’abitacolo ed è scappato sulla mia auto. A quel punto ho chiamato la polizia e con l’ambulanza ho raggiunto il pronto soccorso».

Riconoscerebbe quella persona?

«Certo, me la ricordo benissimo. Non l’avevo mai vista, ma faccio fatica a dimenticare la sua faccia. Credo che fosse sotto effetto di droghe, era fuori di sé».

La sua macchina è stata trovata in fiamme poco dopo.

«Sì, lui schiantandosi contro un masso a bordo strada ha rotto la coppa dell’olio, quindi ha preso fuoco. Poi so che qualcuno lo ha visto scappare arrampicandosi sulla recinzione del cimitero della Misericordia».

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