Permessi di soggiorno raddoppiati a Livorno: dall’inizio dell’anno sono stati ben 4.322

A sinistra un utente all'ufficio immigrazione. A destra il dirigente Claudio Cappelli (foto Daniele Stefanini/Silvi)

L’obiettivo del dirigente Claudio Cappelli è ridurre i tempi: «Va semplificata la vita a chi vuole mettersi in regola»

livorno. Solo dall’inizio dell’anno, in provincia di Livorno, sono stati rilasciati 4.322 permessi di soggiorno. Una cifra più che doppia rispetto a quella del 2020, quando sicuramente ha influito anche il coronavirus e il totale si fermò a 2.005, meno che nel 2019 (2.258). Un lavoro incessante di analisi e valutazioni quello dell’ufficio immigrazione della questura labronica, guidato dallo scorso 7 luglio dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli, che ora vuole abbattere i tempi di rilascio per semplificare la vita ai cittadini che vogliono mettersi in regola: «In viale Boccaccio abbiamo già aperto un nuovo sportello, passando da due a tre “front office”, e l’utenza su appuntamento è già cresciuta del 54 per cento».

Dottor Cappelli, come si può spiegare un aumento così consistente di permessi di soggiorno rilasciati in tutta la provincia di anno in anno?


«C’è molto lavoro arretrato e le procedure per le richieste sono state notevolmente snellite. Abbiamo adottato un criterio di massima trasparenza con schede informative per ogni tipologia di permesso di soggiorno, rendendo chiare tutte le informazioni di cui hanno bisogno i richiedenti. Poi, adottando i principi base dell’ingegneria gestionale, impieghiamo dei principi di performance per abbattere appunto l’importante mole di arretrato».

Poi c’è la collaborazione con le istituzioni e le comunità straniere.

«Una collaborazione molto importante, con loro abbiamo condiviso un percorso. L’ufficio immigrazione che sto dirigendo opera in una provincia con oltre 26mila stranieri regolari. Parliamo di numeri molto alti ed è fondamentale l’azione delle comunità, alle quali abbiamo già illustrato il nostro progetto di miglioramento delle attività».

Quale è l’obiettivo del piano di riorganizzazione?

«Rendere l’iter di valutazione e rilascio più veloce e semplice. Sappiamo che non è un compito facile, ma è doveroso. Ottenere un permesso di soggiorno significa inclusione e grazie a questo documento le persone possono, ad esempio, trovare un lavoro regolare».

Qual è la tipologia più frequente di permesso?

«Quello per il lavoro subordinato. Poi per motivi familiari».

E la comunità straniera più presente in provincia di Livorno?

«La principale nazionalità titolare di permesso di soggiorno è quella albanese con 3.156 persone. Poi, sempre parlando delle più numerose, abbiamo gli ucraini (2.532), i marocchini (2.368), i senegalesi (1.876), i peruviani (934), i moldavi (860), i cinesi (784), i filippini (689), i tunisini (553), i nigeriani (509), i bengalesi (414), i pachistani (394), i dominicani (370) e i russi (364)».

Qual è la procedura principale per fare richiesta?

«Il cittadino si può presentare alle Poste, visto che lgi operatori sanno già ciò che serve per la richiesta. Attraverso lo sportello postale inviano tutta la documentazione e ricevono il giorno e l’orario dell’appuntamento in questura, all’ufficio immigrazione. Proprio per velocizzare i ricevimenti, qui, abbiamo aperto un nuovo sportello, passando da due a tre operatori per volta. Questo ci ha già consentito, dall’inizio della riorganizzazione, un aumento del 58 per cento degli appuntamenti».

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