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Sessanta multe “morali” alle bici sui marciapiedi e alle auto sugli scivoli

I partecipanti al progetto educativo i il foglio rosa delle multe "morali" ad un'auto (fotoservizio Stefanini/Silvi)

Primo tour in centro per il progetto che unisce municipio e tavolo delle disabilità.  Ecco come i conducenti maleducati ostacolano il passaggio dei più fragili

LIVORNO. Una campagna di sensibilizzazione fatta sul campo. Obiettivo prevenire i comportamenti che limitano i movimenti delle persone con ridotta autonomia motoria. Attraverso un’intelligente modalità, ovvero rilasciando cartoncini informativi, rosa come le multe, sulle auto o gli altri mezzi parcheggiati in modo tale da ostacolare il passaggio pedonale. In piazza Cavour si riunisce un gruppetto di persone che ha il compito di effettuare un percorso programmato. In testa c’è l’assessore Andrea Raspanti. Insieme a lui Valerio Vergili, garante della disabilità del Comune di Livorno, membri dell’osservatorio del garante e rappresentanti delle associazioni aderenti al tavolo delle disabilità, tra i quali Fabrizio Torsi (In Associazione Aps). «Noi – dice – abbiamo cominciato a pensare all’uguaglianza in termini di tempo. Se io sono uguale a te, significa che il mio tempo è uguale al tuo. Se voglio andare alla stazione e ci metto lo stesso tempo che ci metti te siamo uguali. Se io ci metto tre giorni di più, forse, c’è una grossa differenza. E spesso questa differenza è determinata dalla bicicletta sul marciapiede, dalla macchina messa per traverso. Bisogna ricominciare e insegnare il rispetto per determinati aspetti. Ci riproviamo». La carovana parte fiduciosa: a ogni partecipante è stato consegnato il blocchetto delle multe simboliche. “Sanzione morale. Stop ai comportamenti barriera. Se la metti così, io non ci passo”. Uno slogan accompagnato da un’immagine chiarificatrice. Il gruppo imbocca via Verdi e, fin dalle prime battute, si capisce che la situazione è molto complessa. Il problema maggiore in questa zona sono le biciclette sul marciapiede, legate a qualsiasi cosa abbia la capacità di tenerle. I pali dei cartelli presi d’assalto, così come i tubi esterni ai condomini. Per le carrozzine motorizzate dei partecipanti l’unica via per proseguire è la strada, con tutti i suoi pericoli. Su ogni mezzo mal sistemato viene lasciata la “multa”. E i fogli rosa vanno via che è un piacere. Nel frattempo i passanti osservano, ma senza intervenire. Comunque denotano attenzione. Il viaggio prosegue con un tratto di via San Carlo e subito si svolta in via Carrozzieri. E qui c’è il primo passante che interviene: «Se andate a vedere più avanti, la situazione è ancora peggiore». Insomma una dimostrazione di solidarietà. Torniamo all’incrocio fra via San Carlo e via Carrozzieri. Un elevatissimo numero di biciclette parcheggiate proprio all’imbocco rende impossibile l’attraversamento pedonale, anche per chi disabile non è. Tra queste biciclette qualcuna è chiaramente ferma da mesi, o forse da anni. In preda alla ruggine. Pochi metri in via Carrozzieri e un’altra barriera poco simpatica. Qualcuno ha pensato bene di buttare via dei mobili, lasciandoli sul marciapiede, così, senza neppure la premura di chiamare Aamps per il ritiro programmato. Evidentemente una telefonata era troppo faticosa. E per le carrozzine un altro passaggio impossibile. Intanto i foglietti rosa sono ovunque. Facendo uno slalom degno di Alberto Tomba tra le auto parcheggiate “l’invincibile armada” decide di percorrere quel tratto di strada secondaria che taglia per arrivare in via degli Asili. E al termine della strada, proprio all’incrocio, una macchina staziona parcheggiata serenamente sulle strisce pedonali. Evidentemente il proprietario, considerando che il pezzo è poco trafficato, si è sentito libero di improvvisare una sosta che ancora una volta provoca disagi inenarrabili. Su via degli Asili ci sono altre sorprese: due macchine parcheggiate praticamente lungomuro, in un tratto adibito al parcheggio scooter e anche da lì non si passa. Un altro ha parcheggiato sul posto riservato ai disabili. E non parliamo delle bici. Poi un tratto di corso Amedeo e via Goldoni dove le cose si mantengono più o meno sullo stesso livello, prima del bilancio stilato in via Ernesto Rossi.

In circa 45 minuti, sono stati lasciati oltre 60 cartoncini. Un’ottima media.


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