Svolta dopo i tre giorni di caos. L'olandese Herman tornerà nei Paesi Bassi: la polizia ha trovato il tutore

Herman all'uscita del piazzale della dogana dopo il salvataggio di polizia e pompieri (foto Daniele Stefanini/Silvi)

Livorno: atteso in città fra lunedì e martedì l’amministratore di sostegno del 54enne. Il medico curante si è messo in contatto con Psichiatria, dove resta ricoverato

LIVORNO. Grazie alla polizia di frontiera marittima la soluzione potrebbe essere veramente vicina. Herman Joseph Maria De Charro – il cinquantaquattrenne olandese che in tre giorni ha seminato caos e danni fra la città e il porto – fra pochi giorni potrebbe tornare nei Paesi Bassi, lo stato dal quale due settimane fa è scappato in auto per raggiungere Livorno, dove ha rubato una pilotina schiantandosi contro la nave Maria Grazia Onorato, occupato un’imbarcazione per dormire, svuotato e danneggiato la cucina della chiesa di San Giovanni Bosco (in Coteto) per arrampicarsi prima su un palazzo di via don Minzoni (in Corea) e infine – a salvarlo sono stati gli stessi agenti della polmare e i vigili del fuoco – anche sulla biglietteria della Toremar, sul molo mediceo. Nel mezzo della follia anche una fuga dal pronto soccorso dell’ospedale.

LA SOLUZIONE


Da mercoledì scorso la polizia di frontiera marittima sta lavorando senza sosta per arrivare alla miglior soluzione possibile. Per questo, dopo il ricovero in psichiatria avvenuto nel pomeriggio di venerdì 22 ottobre, grazie all’intermediazione del consolato e delle ambasciate italiana e olandese è stato rintracciato nei Paesi Bassi il tutore e amministratore di sostegno del cinquantaquattrenne, che prima di fuggire era in cura anche nella sua nazione di origine. Da parte di quest’ultimo l’impegno, dichiarato, di venire a Livorno fra lunedì 25 e martedì 26 ottobre, per riportare poi De Charro in Olanda. Il suo medico curante, inoltre, si è messo in contatto attraverso i poliziotti con il reparto di psichiatria di viale Alfieri, dove De Charro rimane ricoverato (volontariamente) e finora non ha creato alcun problema al personale sanitario, dimostrandosi pienamente collaborativo.

I DISEGNI


Fra i suoi effetti personali – ci sono anche la carta d’identità e la patente parzialmente carbonizzate, visto che ha tentato di bruciarle – figurano alcuni disegni definiti bellissimi, il che fa pensare a una professione artistica o tecnica di De Charro. L’ipotesi è che in Olanda lavorasse come grafico, anche se al momento non è confermata. Il tutto sarà naturalmente consegnato al suo tutore, che in coordinamento con la polizia di frontiera marittima e l’ambasciata olandese dovrà riportare il cinquantaquattrenne nei Paesi Bassi. C’è poi l’auto, che è stata sequestrata perché non aveva la carta di circolazione, che – non è chiaro se subito o in un secondo momento – dovrà tornare in Olanda. La soluzione, dopo i tre giorni di caos, ora è finalmente vicina.