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A fine mese l’ex Pirelli va nelle mani dell’Asl

Il rendering del nuovo ospedale che sorgerà in via della Meridiana tra ex Pirelli e Parterre

Permute per 19 milioni: al Comune  di Livorno via Venuti villa Graziani, 10° padiglione e Monterotondo

Venerdì 29 ottobre il sindaco Luca Salvetti e la direttrice generale dell’Asl Letizia Casani si ritroveranno dal notaio per la firma sulla cessione all’azienda sanitaria del diritto di superficie di una parte del Parco Pertini e dell’area Ex Pirelli.

«In questo modo – spiega Salvetti – l’Asl potrà pubblicare il bando per la progettazione preliminare del nuovo ospedale».


È un passaggio fondamentale per arrivare alla posa della prima pietra, tuttavia ancora molto lontana.

«Un passaggio – continua il sindaco – che ci permette di risparmiare sei mesi di tempo rispetto al cronoprogramma iniziale».

Il motivo è presto spiegato: la cessione del diritto di superficie, vale a dire il diritto dell’Asl di costruire su un suolo che è proprietà del Comune, permette di rinviare la famosa permuta di terreni ed edifici su cui Asl e Comune stanno lavorando da tempo, ma che ancora ha bisogno di alcuni passaggi.

«Potremo chiudere la compravendita nel 2022 – dice Salvetti –, a quel punto l’area del parco Pertini destinata al nuovo ospedale e l’ex Pirelli entreranno nelle proprietà dell’Asl che in cambio ci permuterà altri immobili. Nel frattempo però l’azienda sanitaria potrà indire i bandi grazie proprio al diritto di superficie. Stiamo aspettando soltanto la formalizzazione del parere positivo della Sovrintendenza sulla cessione del diritto di superficie dell’ex Pirelli, che già ci è stato anticipato e che dovrà arrivare entro venerdì 29 ottobre».

LO SCAMBIO DI AREE

In cambio delle aree su cui sorgerà il nuovo ospedale l’Asl cederà al Comune il 10° padiglione, villa Graziani, il complesso sportivo di villa Rodocanacchi a Monterotondo, la struttura di via Venuti e successivamente il nuovo parco urbano che andrà a collegarsi al Parterre, sul retro dell’attuale ospedale, al posto del 9° e 11° padiglione dove oggi hanno sede Malattie Infettive e Nefrologia e degli edifici che ospitano farmacia e laboratorio analisi, che saranno tutti abbattuti.

«Le stime degli immobili, affidate a un professionista esterno, sono pronte – spiega il sindaco –. Saranno presentate nel mese di novembre». Si parla di un valore di 19 milioni e 135mila euro per le aree che il Comune cederà e di 19 milioni e 130mila per le aree che saranno alienate dall’Asl. «I tecnici sono arrivati a queste cifre quasi identiche dopo aver valutato una serie di ipotesi», dice Salvetti.

Prima che avvenga la permuta dovrà esserci un passaggio in consiglio comunale degli immobili di proprietà dell’Asl oggi oggetto di scambio (mentre sono già passate al vaglio del consiglio le aree che cederà il Comune).

COSA SORGERÀ NEGLI EDIFICI CHE PASSANO AL COMUNE

Quando il Comune avrà acquisito quegli edifici come li utilizzerà? Salvetti e la giunta stanno ragionando da tempo su una serie di ipotesi. «Al 10° padiglione stiamo pensando ad un polo per le associazioni che si occupano di sanità, dalle Cure palliative all’Ail, per fare due esempi. Una casa delle associazioni sanitarie e socio-sanitarie», dice il sindaco.

Villa Graziani invece – struttura all’interno del perimetro ospedaliero affacciata su via Gramsci, che ora ospita un centro di salute mentale – potrebbe diventare sede di uffici e servizi legati all’ambiente. «Uffici pubblici, a partire da quello del verde che oggi si trova sul viale Carducci in un’area che diventerà dell’Asl, e associazioni», continua Salvetti.

Mentre per il complesso di Monterotondo (sul lato sud della villa), che ospitava fino a pochi anni fa il circolo ricreativo dei dipendenti ospedalieri, il sindaco è sempre più convinto di creare una struttura finalizzata al turismo sportivo, mettendolo in rete con Villa Morazzana. «Distano solo 300 metri, la villa che adesso è chiusa e ha bisogno di lavori in particolare al tetto, potrebbe diventare la foresteria di una grande area sportiva in collina che oggi vanta un campo da calcio, campi da tennis, palestra».

Infine la palazzina di via Venuti: sul tavolo c’è l’ipotesi di una scuola o comunque una destinazione a servizi, educativi o sociali. «Molto dipenderà se sarà recuperabile oppure sarà necessario ricostruirla da zero», dice Salvetti.

I TEMPI

Recuperati sei mesi con la soluzione della cessione del diritto di proprietà, la tempistica resta comunque lunga. «Dopo l’atto dal notaio, l’ultimo passaggio spettante al Comune è la variante urbanistica che dovrà andare in consiglio comunale entro novembre – dice Salvetti –. A quel punto la nostra parte si concluderà, se escludiamo poi la firma delle permute. E la palla passerà completamente nelle mani di Asl e Regione. La quale, tramite l’assessore regionale Bezzini, ha confermato anche di recente lo stanziamento di 256 milioni per il nuovo ospedale e l’intenzione di mantenervi le eccellenze che oggi caratterizzano la sanità livornese».

I tempi? «Se saremo bravissimi i lavori propedeutici e la posa della prima pietra avverranno entro la fine di questo mandato, dunque entro il 2024», dice Salvetti.

Sarà il traguardo più difficile da raggiungere, perché poi – come evidenzia il sindaco – «le tecniche di costruzione dei nuovi ospedali sono veloci. Il prossimo sindaco taglierà il nastro».