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In malattia perché è saltato il tampone: a Livorno aumentano i casi e i bus sono in affanno

Da 18 forfait si è saliti a 30. Ma il sindacato: azienda impreparata. Per l’Aamps tutto ok però si segnalano mancati passaggi

LIVORNO. Cestini pieni di spazzatura in alcune strade dimostrano come qualche problema sia emerso a livello di pulizia delle strade, effettuata dalla Avr. Mentre sul fronte della raccolta dei rifiuti, Aamps spiega che «al momento non registriamo picchi di assenze, tanto che anche i servizi operativi non hanno proceduto a chiedere né sostituzioni né ore di lavoro straordinario».

Nell’era del tampone valido 48 ore per il Green pass obbligatorio sul luogo di lavoro, il lunedì è forse il giorno più delicato di tutti. Soprattutto sul fronte dei servizi pubblici locali. La situazione più problematica resta quella del servizio bus: secondo le informazioni raccolte da fonte aziendale, l’altro ieri alla Ctt su 276 autisti si è impennato il ricorso al certificato di malattia visto che da uno standard di 18 in periodi come questo si è balzati a una trentina. Malanni d’ottobre con l’autunno che arriva o tentativi di salvarsi in corner di fronte alla difficoltà di poter fare il tampone?


Sta di fatto che il problema Green pass, sempre stando a notizie di parte aziendale, riguarda 22 autisti. È da dire che intanto la Ctt procederà a assumere autisti dalla graduatoria ancora aperta: risulta che si sia cercata una qualche intesa con il gruppo francese che fra pochi giorni subentrerà nella gestione. Già, perché a complicare le cose c’è anche il fatto che a fine mese, cioè fra meno di due settimane, cessa la gestione attuale e entra in campo una nuova azienda. Però fra visite mediche e formalità di rito, a quanto è dato sapere, i primi nuovi autisti prenderanno servizio nell’ultima settimana targata Ctt: andranno contattati uno per uno, e c’è da tener presente che alcuni potrebbero essere già in servizio in altre aziende private.

A ciò si aggiunga un clima sindacale di scontro: basti pensare ai toni durissimi del sindacato Usb che ribalta sull’azienda la responsabilità degli intoppi riscontrati nel primo giorno di Green pass obbligatorio: era stato chiesto di predisporre tamponi rapidi in azienda per i lavoratori non vaccinati o, in alternativa, la possibilità di farli gratis in strutture convenzionate. La sigla sindacale contesta ai vertici Ctt di portare la responsabilità di non aver «nessun provvedimento, non uno solo, al fine di evitare o quantomeno limitare gli odierni disservizi che ricadono tanto sull’utenza quanto sui lavoratori e che definire “prevedibili” è di certo un eufemismo».

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