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Soldi vinti al Lotto spariti, poliziotto condannato per appropriazione indebita

Livorno, arrivata la sentenza di primo grado per la vicenda iniziata nell’agosto 2013. In sede civile l’importo del risarcimento alla donna. La difesa: «Ricorreremo» 

LIVORNO. Una condanna a un anno per «appropriazione indebita aggravata» con risarcimento del danno da stimare in un separato giudizio civile (ma con provvisionale di 55 mila euro). Questa la sentenza di primo grado emessa nella mattinata di ieri dal giudice Gianni Osti nei confronti di Marco Giuntoli, al tempo dei fatti sovrintendente della polizia. Ma ricostruiamo la vicenda dall’inizio del processo.

LA VICENDA


È il tardo pomeriggio del 10 agosto di otto anni fa. La signora Loredana Trovato va alla ricevitoria di via Del Vigna e con 2,5 euro gioca un biglietto del Lotto sulla ruota di Bari. I numeri scelti sono 6-10-86-90, una quaterna che vale alla signora la vincita di ben 60.685 mila euro. Quella che sembra una sorpresa dal sapore dolce, pronta a dar sollievo a un momento difficile a livello economico, ma non solo, diventa presto un labirinto. Quella somma infatti va riparata dai creditori «per via dei debiti del marito, oggi ex» della donna, questo secondo il legale della Trovato. Per questo la coppia si sarebbe messa subito alla ricerca di amici e parenti disposti a incassare a loro nome il premio. Vari tentativi sarebbero poi sfociati in chi, a quel tempo, era sovrintendente della polizia, Giuntoli appunto, cliente del marito della donna. «Mi sono fidata della divisa», aveva raccontato l’impiegata livornese all’inizio del processo che si era aperto l’8 giugno dell’anno scorso. Da lì dunque l’idea del conto intestato all’agente, con delega alla signora, alla Iw Bank di Livorno; un conto dove la donna avrebbe pure versato, per gli stessi motivi, 81.950 euro frutto di una precedente eredità per una cifra pronta a superare 140 mila euro. «La mia cliente – ha sostenuto l’avvocato della donna, Silvia Cervelli – ha prelevato dal conto circa 29 mila euro».

Passano gli anni, la donna risolve delle questioni personali (tra cui c’è la separazione dal marito), e arriviamo, nella cronistoria, al giugno 2019. La signora si reca in banca: vuole utilizzare quei soldi (a quel punto circa 110 mila euro) per coronare il sogno della vita, comprare casa. Ma l’estratto conto è impietoso e recita: circa quattromila euro rimasti. Dove sono finiti i circa 105 mila euro, differenza tra quanto versato e quello ritirato nel tempo? Parte da qui, in estrema sintesi, la querela verso l’intestatario del conto e la successiva indagine del nucleo di polizia economica della finanza con l’accusa di appropriazione indebita. Di quella somma complessiva, circa 48 mila euro sono invece stati restituiti nell’estate 2019. «La signora Trovato a seguito di quella scoperta è stata molto male, anche a livello di salute», ha spiegato la sua legale.

L'UDIENZA

L’imputato, Giuntoli, ieri nell’udienza di discussione è stato condannato così in primo grado a un anno con per «appropriazione indebita aggravata», dunque, con risarcimento del danno da stimare in un separato giudizio civile (ma con provvisionale di 55 mila euro). Giuntoli è difeso dai legali Roberto Pieri e Luisa Rita Sacheli. Quest’ultima si è detta «quanto meno perplessa» della sentenza di primo grado, «anche se attendiamo le motivazioni», annunciando la volontà di intraprendere la strada dell’appello.

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