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L’ex Grande scatena già la polemica: 1200 firme per dire no alla discoteca

Livorno, i residenti consegneranno la raccolta domani al sindaco: «Chiediamo rassicurazioni precise dal consiglio comunale»

LIVORNO. Da un lato circa 1200 firme, pronte per fare il loro ingresso in consiglio comunale per la discussione. Raccolte e confezionate in queste settimane, con tanto di banchetti lungo via Grande. Dall’altro una “area food”, uno spazio per la musica (concerti e discoteca), ma anche luoghi per corsi e convegni, ma non solo. Al centro di una dialettica serrata da mesi il futuro dell’ex cinema Grande con un presente e un recente passato (da otto anni) fatto di spazi vuoti e degrado e che mette nel mirino un 2022 come l’anno della svolta auspicata, annunciata, ma spesso rimandata.

La petizione è nota, come abbiamo scritto nelle scorse settimane. I residenti della zona quando hanno sentito parlare di discoteca in centro negli scorsi mesi hanno risposto prontamente «no, grazie» e hanno condensato in una raccolta firme tutte le perplessità sull’operazione (di cui scriviamo a parte). Adesso l’obiettivo 500 firme preannunciato all’esordio è stato ampiamente superato e domani le 1200 firme verranno consegnate a palazzo civico. «L’iter prevede che la discussione arrivi in consiglio alla prima data utile, parallelamente presenteremo ai consiglieri una mozione per scongiurare il rischio che dopo la discussione non ci sia più nulla», spiega Luca Ribechini, residente della zona e membro dell’associazione Vivi Centro che, con i comitati Cittadini del centro e Vivere il centro, ha targato la petizione. «Non siamo del partito del “no”, sia chiaro, siamo i primi ad amare il centro proprio perché ci abitiamo. Ma fateci locali fino a mezzanotte, fateci un centro per i giovani, una videoteca, un centro di aggregazione per i giovani. In molti abbiamo figli, ma una discoteca in centro non è la soluzione al degrado. E a testimonianza di ciò abbiamo anche il sostegno di molti commercianti che hanno firmato», continua.


Però così lo spazio non è un gran biglietto da visita, facciamo notare. «Ma perché l’alternativa dev’essere una discoteca in centro con 800 persone fino all’alba per forza? Ci sono tante soluzioni, come abbiamo già detto negli incontri», ribadisce. E allora, se proprio «discoteca dev’essere», come recita la petizione, si dovrà valutare «il grave impatto ed eventualmente la si autorizzi solo dopo aver già allestito: posti auto aggiuntivi in aree dedicate e in misura proporzionale ai frequentatori; ztl notturna, estesa a tutti i quartieri limitrofi (compresa la Venezia); adeguate misure di sicurezza contro gli schiamazzi notturni, il degrado anche igienico e la presumibile diffusione dello spaccio», scrivono. E la questione finirà così nelle aule del Municipio.

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