Contenuto riservato agli abbonati

Alluvione di Livorno, la procura chiede la condanna a un anno e otto mesi per l'ex capo della protezione civile Pucciarelli

A sinistra l'ex comandante della protezione civile, Riccardo Pucciarelli; a destra Filippo Nogarin

L'ex comandante della polizia municipale è accusato di omicidio colposo plurimo insieme all’allora sindaco Nogarin. Nel settembre 2017 morirono otto persone, travolte da acqua e fango

LIVORNO. Un anno e otto mesi di reclusione. È questa la condanna chiesta dai pubblici ministeri Sabrina Carmazzi e Antonella Tenerani per Riccardo Pucciarelli, l’ex comandante della polizia municipale e della protezione civile di Livorno imputato per il reato di omicidio colposo plurimo per la tragica notte dell’alluvione del settembre 2017, in cui morirono otto persone travolte da acqua e fango. Sono Gianfranco Tampucci, Roberto Vetusti, Martina Bechini, Raimondo Frattali, Glenda Garzelli, Simone, Filippo e Roberto Ramacciotti.

SENTENZA A GENNAIO


L’avvocata dell’allora dirigente comunale oggi in pensione, Anna Francini, per lui ha scelto il rito abbreviato e la sentenza verrà pronunciata il 14 gennaio 2022. La procedura prevede lo sconto di un terzo della pena, già compreso nella richiesta avanzata dalla procura. In concorso con l’ex responsabile della protezione civile l’allora sindaco del Movimento 5 Stelle Filippo Nogarin, la cui legale Sabrina Franzone ha optato invece per il rito ordinario, motivo per il quale nella stessa data il giudice dell’udienza preliminare deciderà per il rinvio a giudizio – nel qual caso quindi andrà a processo – o per il non luogo a procedere. Per lui, la procura, ieri ha confermato la richiesta di rinvio a giudizio.


L'ACCUSA


Secondo la consulenza depositata in tribunale, nella notte fra il 9 e il 10 settembre del 2017 «un corretto coordinamento avrebbe permesso l’attivazione del centro operativo di coordinamento fin dal giorno precedente, dando seguito all’allerta arancione emanata alle 13 circa dalla Regione con validità dalla mezzanotte alle 23.59 del 10 settembre». Avrebbe potuto limitare «l’avvenimento di decessi», hanno spiegato gli esperti. Per gli stessi consulenti si è trattato di «un evento eccezionale che potrà accadere di nuovo tra duemila anni».

LA DIFESA

Quest’ultimo è uno dei punti su cui si batte la difesa: la straordinarietà del nubifragio. E il fatto che l’ex capo della protezione civile – subentrato da pochi giorni al predecessore Leonardo Gonnelli – per la sua struttura avrebbe avuto a disposizione un numero esiguo di persone, tale da rendere complicato il lavoro, mentre l’addetto in servizio quella notte, Luca Soriani, non lo avrebbe avvertito in tempo dell’aggravarsi della situazione, prevista come allerta arancione (non il massimo della scala) dal centro funzionale regionale. La richiesta avanzata dalla procura, se venisse confermata dal giudice dell’udienza preliminare, determinerebbe la sospensione condizionale della pena. «Pucciarelli – spiega l’avvocata Anna Francini – per questa vicenda ha sofferto e sta soffrendo tantissimo».

LE PROSSIME UDIENZE

Ieri, oltre ai pubblici ministeri, in aula hanno parlato tre degli avvocati che rappresentano le parti civili. Sono Cristiano Spadoni, Girolamo Adoncecchi e Massimo Manfredini. Nel corso della prossima udienza, il 29 ottobre, verranno ascoltati i legali che rappresentano gli altri familiari delle vittime dell’alluvione, mentre il 26 novembre prenderà la parola la difesa. Il 14 gennaio, infine, ci saranno le eventuali repliche e la camera di consiglio, con la sentenza per quanto riguarda Riccardo Pucciarella e la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco Filippo Nogarin.

© RIPRODUZIONE RISERVATA