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«Ho comprato decine di tamponi e li eseguirò gratis». L'iniziativa del colonnello livornese in pensione

Il livornese Alberto Rossi

L'idea-provocazione è dell'ex medico militare Alberto Rossi: «Sono legittimato a rilasciare i certificati, così aiuto i cittadini». Ecco il suo racconto

LIVORNO. «Tramite un amico farmacista ho acquistato alcune decine di tamponi antigenici rapidi a 3 euro ciascuno. E ne ho già ordinati altri. A breve inizierò ad eseguirli al prezzo di costo». Alberto Rossi, 71 anni, livornese, colonnello medico dell’Esercito in pensione, un passato prima all’ospedale militare di viale Alfieri poi alla Brigata Folgore, specializzato in malattie dell’apparato respiratorio e tisiologia, per otto anni sindaco di Fauglia, ieri ha lanciato la sua sfida, un po’ romantica un po’ provocatoria. «Ci sono tante persone in gravi difficoltà economiche: spendere 10 euro, ma anche 7 euro ogni due giorni per poter lavorare può diventare insostenibile e allora ho deciso di aiutare queste persone: farò le certificazioni gratuitamente, mettendoci la mia professionalità, il mio tempo e tanta buona volontà», racconta al Tirreno.

Dall’inizio della pandemia il dottor Rossi non ha mai nascosto le sue perplessità sulla gestione del virus. Ma non può essere annoverato né tra i negazionisti, né tra i no-vax: a marzo 2020, mentre l’epidemia stava dilagando, è partito come medico volontario per l’ospedale Guglielmo da Saliceto, diventato uno dei luoghi simbolo in Italia della resistenza al Covid 19, poi la scorsa primavera è stato per tre mesi medico vaccinatore all’hub vaccinale di Fucecchio. «Vede – racconta –, io sono vaccinato, non sono contrario al vaccino, ma è un tema su cui sono molto prudente. La questione degli effetti avversi ad esempio andrebbe approfondita: la segnalazione non la fa quasi nessun medico, poiché è una procedura estremamente complessa sul sito dell’Aifa e un medico di base oberato dal lavoro e da mille incombenze burocratiche non può perdere ore per segnalazioni di tale complessità. In questa situazione ciò che non mi piace è l’obbligatorietà del vaccino. Leggo le dichiarazioni di Giani, che vanta la sua contrarietà ad allungare la durata della validità dei tamponi e mi chiedo come si possa chiudere gli occhi di fronte a migliaia di cittadini che devono pagare per andare a lavorare, che sono in difficoltà vera».


È da questa riflessione che nasce il progetto di Rossi. «Io sono un medico legittimato a rilasciare l’attestazione della negatività al Covid e i tamponi antigenici che uso sono quelli utilizzati nelle farmacie», dice l’ex colonnello.

L’iniziativa però – almeno per ora – è zoppa: col certificato di negatività infatti non è possibile entrare in un ristorante o accedere al posto di lavoro. Esso è necessario per generare il Green pass, unico lascia-passare riconosciuto. «Non so se c’è un percorso definito, ma col mio certificato di negatività ritengo che l’Asl dovrebbe inserire i dati nel sistema che genera il Green pass. Se nessuno ci ha ancora pensato sarebbe necessario che le istituzioni si attivassero a questo fine. Io nel frattempo proverò ad appoggiarmi ad una farmacia».

Rossi utilizzerà un ambulatorio privato per effettuare i tamponi. «Nei prossimi giorni comunicherò gli orari e il luogo – dice –. L’iniziativa in un primo momento era rivolta agli amici e conoscenti, ma ho avuto talmente tanti apprezzamenti e richieste che dovrò organizzarmi diversamente. Mi piacerebbe che altri medici che la pensano come me mi seguissero. Insieme possiamo aiutare un maggior numero di cittadini, è questo l’obiettivo».

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