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Rabbia nello storico negozio: «Mille euro in più di Tari»

Livorno, lo sfogo sulla tassa dei rifiuti: «Oltre quattromila euro, rispetto ai tremila dell’anno scorso, siamo disperati» 

LIVORNO. «Basta promesse e annunci se poi ogni anno ci troviamo di fronte a salassi di questo tipo». Condensano il tono dell’appello e quello dello sfogo le parole di Daniele e Denni Turini. La loro famiglia da quarant’anni gestisce il “Frantoio Toscano” di via Buontalenti, a pochi metri dal mercato centrale. «L’hanno rilevato i nostri genitori, prima nostra madre era dipendente», raccontano. Nei giorni scorsi a Daniele, per la precisione, è arrivata la Tari, la tassa sui rifiuti confezionata e tradotta in modalità telematica, tramite posta elettronica certificata. «Raggruppa quella privata, dell’utenza domestica (e quindi quella di casa) all’attività che portiamo avanti noi due. Quando è arrivata non ci credevo, ho rivisto più volte perché pensavo di sbagliarmi, poi ho accertato che no, non c’era alcuna svista, purtroppo. Adesso spero che ci sia un errore nel conteggio, nel ricalcolo», racconta Daniele che si fa portavoce anche per il fratello che è lì con lui in negozio. La prima cosa che faranno è quella, proprio in queste ore, di rivolgersi agli uffici di palazzo civico per avere chiarimenti.

«900 euro in più»


Togliendo ovviamente l’utenza domestica («e anche qui, come avete scritto, c’è stato un aumento», ripetono in coro), le carte telematiche raccontano di un importo alla voce Tari pagato l’anno scorso di poco più di tre mila euro (3.133,5 euro, fanno vedere). Quest’anno la somma arrivata da pagare è di 4.327 euro di cui quasi 400 euro di saldo dello scorso anno. «Conti alla mano parliamo di circa 900 euro in più. Mi sembra una cifra veramente incredibile, trovo sia una vergogna per varie ragioni, a partire dal periodo che le attività stanno vivendo. Che poi, non era stato detto che gli aumenti della Tari per le utenze domestiche sarebbero servite per le aziende? A noi due – prosegue Daniele – sono aumentate entrambe allora». E continua: «Già l’anno scorso, francamente, al di là delle riduzioni, pensavo fosse una cifra eccessiva. Era già dura tre mila euro. Figuriamoci adesso. Noi abbiamo solo il cartone e una volta a settimana la plastica, il martedì. Quindi per noi era già cara l’anno scorso. Altra domanda: ci avevano assicurato risparmi con l’introduzione della raccolta differenziata, ma a quanto pare dovremo aspettare ancora», incalzano.

«Pagheremo, ma...»

Domanda d’obbligo, a questo punto, rivolto ai due titolari dell’attività nella zona del mercato centrale: e ora? «Ma all’inizio avevamo pensato di protestare in qualche modo, sinceramente, portando magari la licenza del negozio simbolicamente in Comune, anche perché sia chiaro: in questi tre mesi (se rateizzata in tre rate entro fine gennaio), la Tari mica sarà l’unica tassa da pagare per le imprese. Però dopo aver ricevuto i chiarimenti del caso, pagheremo, se non ci saranno errori di conteggi, come sempre fatto e andremo avanti a lavorare, ma così non è il modo, quanto meno per il futuro si evitino i proclami di sconti o risparmi», concludono.

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