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Ctt, più di cento dipendenti alle prese coi tamponi: rischiano di saltare le corse dei bus

Caos autisti alla vigilia delle nuove regole. E in 28 hanno già scritto che non prenderanno il Green pass 

LIVORNO. Manca solo una manciata di ore. Da domani tutti i dipendenti, sia quelli del settore privato che di quello pubblico, per lavorare dovranno avere il Green pass. In altre parole dovranno essere vaccinati contro il covid o dimostrare di avere fatto il tampone (e ovviamente di essere negativi) nell’arco delle 48 ore. Ma che effetto avrà questa misura su tutti quei servizi che sono di fatto essenziali? E come si stanno organizzando le aziende che dovranno continuare a garantirli?

Sono due domande che ci toccano da vicino se si pensa ad esempio agli autobus (si rischia un calo del personale e quindi delle corse?) o al servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta (come viene garantito il ritiro del materiale camion dopo camion quando magari ci sono lavoratori che restano a casa perché non sono riusciti a fare il tampone?).


Preparatevi a un po’ di caos, perché ci sarà. Lo raccontano per primi i dati raccolti dal Ctt, la realtà che ancora per poco, fino al primo novembre, gestirà il servizio di trasporto pubblico lungo la costa. Lo raccontano i dati e non lo nascondono i vertici aziendali, che hanno già preso contatti con la prefettura e che sono al lavoro per cercare di ridurre il più possibile i disagi per i livornesi. La situazione aggiornata a ieri è questa: 28 dipendenti del Ctt (molti di Massa e di Lucca, ma anche tre di Livorno) hanno fatto sapere che non sono in possesso del Green pass e che non hanno intenzione di mettersi in regola: non faranno né il vaccino né la trafila dei tamponi. Per loro, salvo ripensamenti, scatterà quindi il cartellino rosso: resteranno a casa, mantenendo il posto di lavoro, ma senza stipendio.

Il problema più grande è però un altro: se l’azienda può organizzarsi da subito per distribuire il lavoro sapendo che queste 28 persone non ci saranno, diverso è per gli oltre cento dipendenti (su un totale di 1.400) che nelle ultime ore hanno scritto ai vertici spiegando che per vari motivi non si sono ancora vaccinati, che hanno intenzione di fare i tamponi, ma anche che stanno già riscontrando problemi per prenotarli. Ad esempio perché le farmacie e i laboratori di analisi sono pieni. Quindi? Come farà la società a programmare i servizi senza avere la certezza di quanti dipendenti avrà effettivamente a disposizione giorno per giorno? Problema non da poco se è vero che – come confermato da fonti aziendali – questa situazione riguarda sopratutto gli autisti. Tra i quali, tra l’altro, si respira un certo malumore per il mancato obbligo del Green pass per chi sale sui bus.

«Purtroppo dovremo lasciare a casa chi non ha il certificato verde, come prevede la legge», risponde il presidente Ctt Filippo Di Rocca guardando all’organizzazione dei servizi. «Ci sarà da capire quanti di coloro che hanno dichiarato di voler fare il tampone si presenteranno ogni giorno al lavoro. Sì, è un bel problema, anche perché noi non possiamo ricorrere ad assunzioni temporanee, visto che fra due settimane il trasporto pubblico passerà al nuovo gestore, Autolinee toscane». «Faremo il possibile – ripete – per gestire le difficoltà in questa fase. Ma capite bene che abbiamo 700 mezzi che viaggiano in quattro province, e se vengono a mancare anche solo 20 autisti è un problema per l’utenza...». Perché il primo effetto sono le linee che saltano.

Intanto da domani sarà una società di vigilanza che già lavora per Ctt a fare controlli a campione ogni giorno agli ingressi dell’azienda (la normativa prevede che venga controllato almeno il 20 per cento del personale in servizio). «L’invito che facciamo a tutti i dipendenti – conclude Di Rocca – è a dichiarare in anticipo la propria situazione per darci modo di organizzarci».

La certezza al momento è che «chi fa il tampone se lo paga, certo».

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