L’indotto Eni sciopera davanti alla raffineria: «Seicento posti a rischio» - Foto

L'assemblea dei lavoratori fuori dall'Eni di Stagno (foto Daniele Stefanini/Silvi)

Stagno: chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo economico. Macelloni (Cgil): «Entro dicembre 2022 rischiamo la fine». La Regione con i lavoratori

STAGNO. «Entro dicembre 2022 l’indotto della raffineria Eni rischia di essere spazzato via. Lo abbiamo ripetuto ai lavoratori anche stamattina (ieri per chi legge ndr) dopo che lunedì scorso, in Regione, abbiamo avuto un incontro con i sindaci e il presidente Eugenio Giani. È stato chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo economico e vogliamo che Eni si presenti al tavolo con un piano industriale. Abbiamo il diritto di conoscere il nostro futuro, ci sono 600 posti di lavoro a rischio».

Un momento della manifestazione (foto Daniele Stefanini/Silvi)


A parlare è il segretario della Fiom Cgil di Livorno Mauro Macelloni, che ieri insieme al coordinamento delle rappresentanze dell’indotto – con Cisl e Uil – ha proclamato l’astensione dal lavoro dalle 8.30 alle 10.30 di mercoledì 13 ottobre, con un’assemblea fuori dall’impianto stagnino dove si sono radunati oltre un centinaio di dipendenti. Fra loro metalmeccanici, ponteggiatori, lavoratori della mensa e della portineria. «È il primo sciopero che proclamiamo da quando abbiamo ricevuto la notizia della riduzione delle linee carburante – prosegue Macelloni – che da nove scenderanno a tre. La nostra paura, oltre al fatto che comunque verrebbero ridotti i volumi, è che si vada verso la chiusura totale dell’impianto».

Alcuni lavoratori all'esterno dell'impianto (foto Daniele Stefanini/Silvi)


La Regione si è impegnata a chiedere l’incontro al ministero al più presto possibile. Ma ancora, una data, non c’è. «Aspettiamo di conoscerla – prosegue Macelloni – per presentarci in modo unitario». Nel frattempo il consigliere regionale Francesco Gazzetti e il Movimento 5 Stelle hanno sottoscritto un atto «per esprimere la nostra solidarietà e sostenere la doverosa richiesta di apertura di un tavolo di confronto al Governo». «Sul futuro dello stabilimento – dice Gazzetti – è urgente che il Governo convochi un tavolo nazionale, coinvolgendo la proprietà, le rappresentazioni sindacali e le istituzioni, a partire dalla Regione e dai Comuni di Livorno e di Collesalvetti: un obiettivo che la giunta ha già individuato come fondamentale e che adesso diventa una priorità per tutto il consiglio regionale». «In questi mesi, oltre all’odierno impegno che ci siamo assunti – scrivono i pentastellati – abbiamo presentato ben due atti orientati in questa direzione, e anche i nostri consiglieri comunali a Livorno hanno contribuito con analoghe iniziative».