Rapina l'hotel Granduca con una mazza da muratore

L'hotel Granduca (foto Michele Silvestri/Marzi / Archivio Tirreno)

Livorno: il giovane, con un complice rimasto fuori, si è fatto consegnare 400 euro nascosti in un cassetto. Il proprietario Giovanni Vignoli: "Non credevo che si potesse arrivare fino a questo punto, installerò più telecamere"

LIVORNO. Ha approfittato della porta dell’albergo lasciata aperta per far entrare gli ultimi clienti della serata. Poi, mentre loro se ne erano ormai andati in camera e il portiere di notte sta per chiudere tutto, è entrato all’hotel Granduca con una mazza da muratore «Dammi i soldi», queste le sue uniche parole. Fuggendo con quel poco che c’era nel cassetto, 400 euro, e sparendo verso il ponte di Santa Trinita.
 
Rapina all’hotel Granduca poco dopo la mezzanotte fra domenica 10 e lunedì 11 ottobre. Ad agire – con un “palo” rimasto all’esterno, davanti ai Quattro Mori – un giovane, descritto come nordafricano e di circa 20-25 anni, con la mascherina e il cappello tirato su per nascondere il volto. In quel momento, al lavoro, c’era il portiere notturno della struttura, un livornese di 55 anni. Che terrorizzato non ha potuto far altro che consegnare, con le sue mani, le banconote che nascondeva dietro al bancone. «Purtroppo queste persone, i in Italia, sono sempre più numerose e senza un lavoro – commenta il titolare dell’albergo, l’imprenditore Giovanni Vignoli – e non c’è difesa. Senza un’occupazione, è chiaro, per vivere devono delinquere. Così fanno furti o rapine. È andata bene stavolta, che il mio collaboratore non si è fatto male e che nel cassetto c’erano pochi soldi, anche perché ormai quasi tutti i clienti pagano con la cosiddetta “moneta elettronica”».
 
Le telecamere dell’albergo hanno inquadrato parte della scena, con i due giovani descritti come ventenni all’esterno mentre uno di loro sta per entrare per mettere a segno la rapina e l’altro lo attende fuori. «Non ci sono impianti di videosorveglianza pubblici – dichiara Vignoli – e le uniche telecamere della zona le ho messe io davanti e dietro l’ingresso dell’albergo, fuori. Una difesa minima contro certe problematiche, che però non pensavo succedessero davvero. Adesso sarò costretto a potenziare la rete di telecamere, veramente non credevo di doverlo fare. A che punto siamo arrivati…».
 
Poco dopo la mezzanotte, in albergo, è intervenuta la polizia di Stato con la Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, guidato dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli. Gli agenti hanno ascoltato il portiere di notte, mentre in mattinata è stata sporta denuncia in questura. Recuperata, subito dopo il fatto, la mazza da muratore utilizzata per minacciarlo. I poliziotti, nei minuti successivi all’accaduto, hanno cercato di individuare i banditi, che secondo le prime informazioni fornite dal lavoratore si sarebbero allontanati verso la Fortezza vecchia, in direzione del ponte di Santa Trinita. Purtroppo, però, non sono stati trovati. Ma la Squadra mobile, una volta acquisite le immagini, si metterà in moto per dare loro un volto e un nome.