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Moby, Vincenzo Onorato e il figlio Achille indagati per bancarotta

Un traghetto Moby

Al termine della stagione estiva, ecco che arriva una nuova tegola giudiziaria sulla famiglia imprenditoriale degli Onorato. Sotto i riflettori dei magistrati è la vicenda incardinata nella procedura di concordato di fronte al tribunale fallimentare di Milano. La nota del gruppo: fiducia nella magistratura

LIVORNO.  Al termine della stagione estiva, ecco che arriva una nuova tegola giudiziaria sulla famiglia imprenditoriale degli Onorato, il padre Vincenzo e il figlio Achille: secondo le indiscrezioni pubblicate da Fatto Quotidiano e Repubblica, risultano entrambi indagati per bancarotta. Alla richiesta del Tirreno di una reazione al riguardo, dal quartier generale del gruppo si è scelto di non confermare ma nemmeno smentire ufficialmente la notizia.

Sotto i riflettori dei magistrati è la vicenda incardinata nella procedura di concordato di fronte al tribunale fallimentare di Milano. Era stata la stessa azienda ad alzare il velo su una serie di «trasferimenti di denaro meritevoli di attenzione» (Moby) o «operazioni meritevoli di approfondimento» (Tirrenia): erano indicati, fra l’altro, pagamenti a partiti, gruppi e soggetti politici ma anche spese personali per noleggi di aerei e auto di lusso o affitti di ville.

Vincenzo e Achille Onorato sono al timone della flotta che controlla i traghetti di Moby, Tirrenia e Toremar, un gruppo che complessivamente ha un giro d’affari attorno ai 600 milioni di euro e dà lavoro a circa 6mila addetti. Nella fase di austerity che sta ridisegnando le società controllate alle prese con una crisi finanziaria molto pesante il gruppo sta ricentrando le proprie attività su Livorno e l’Elba. A Livorno ha il controllo del terminal Ltm e, con Porto 2000 (con Msc socio di minoranza), dello scalo passeggeri. A Piombino è sulla rampa di lancio il progetto di Manta Logistics per il trasporto di auto nuove in tandem con il partner tedesco Ars Altmann.

Nel pomeriggio dal quartier generale degli Onorato è stata resa pubblica una nota. "In riferimento ad alcuni articoli apparsi oggi sulla stampa - viene sottolineato - Moby precisa che era a conoscenza di un fascicolo nel quale venivano svolte indagini, rispetto alle quali la società, sin dal primo momento, ha offerto la più ampia
collaborazione e trasparenza. Abbiamo affidato alla magistratura la nostra versione dei fatti che riteniamo essere
del tutto legittimi.Confidiamo nel lavoro della magistratura rispetto alla quale nutriamo massima fiducia
e stima". Non manca una sottolineatiura dedicata alla tempistica della notizia: "E’ singolare, e non certo casuale, che questa notizia venga riproposta e ripresa - dice la nota foirmalmente firmata da Moby - proprio all’indomani del fondamentale accordo raggiunto con un’importante parte degli obbligazionisti, creditori determinanti per l’esito del concordato".