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Mai così tante compravendite di case a Livorno e in provincia, primavera boom: più di 600 acquisti

L’economia del mattone nel post-Covid: in città balzo del 53%, nel resto del territorio l’impennata è oltre il doppio

LIVORNO. Mai stata così forte la “febbre” del mattone qui da noi: nella prima metà di quell’anno si sono contate a Livorno città qualcosa come 1.147 compravendite. Un balzo del 41,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando già avevamo iniziato ad assaggiare gli effetti della clausura da pandemia per colpa del Covid. La “fotografia” statistica l’ha scattata l’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati reali degli atti registrati dal notaio: insomma, non stime econometriche in virtù di chissà quali parametri o impressioni “a spanne” seguendo l’esperienza degli operatori del settore: nient’altro che numeri di documenti messi nero su bianco e finiti in Conservatoria.

A dire il vero, l’avvisaglia l’avevamo segnalata già quando erano stati pubblicati i dati relativi all’autunno scorso. Sia in inverno che in primavera e poi in estate, sul finire del 2020 il grafico era schizzato all’insù: da uno standard di poco superiore ai 400 atti di compravendita entro il perimetro del territorio municipale della città, ecco che ne erano stati firmati ben 620 nell’ultimo trimestre dell’anno più terribile per l’economia. Come dire: un’impennata al di sopra del 52% in più a paragone del trimestre precedente.


Era solo un momentaneo capriccio della statistica in un periodo così ingarbugliato delle nostre vite? l’effetto del rimbalzo per la conclusione di compravendite non più rimandabili? la conseguenza temporanea della riapertura cullata in estate con l’illusione della rinascita prima di ritrovarsi di nuovo nei guai?

La risposta agli interrogativi l’hanno data le cifre: i 519 acquisti effettuati fra Capodanno e fine marzo sono sì al di sotto dei 620 del trimestre precedente ma risultano comunque un rilevante incremento rispetto ai 401 di dodici mesi prima. La tendenza all’incremento risulta confermata anche in primavera: quasi 628 le proprietà di case sono state compravendute, in nessuno dei trimestri che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni ve ne sono state così tante. Per l’ultimo trimestre sotto i riflettori dell’Agenzia delle Entrate si segnala una crescita del 53,5%.

Attenzione, però: basta guardarsi intorno, ed ecco che un boom così eclatante è in realtà al di sotto di quel che è accaduto in buona parte delle altre città. Anche solo rimanendo in Toscana: una percentuale quasi doppia la troviamo a Grosseto e a Massa, in entrambi i casi attorno al 100%, e anche Pistoia vola sopra i 60 punti percentuali di incremento. Di più: se lo sguardo si estendesse a tutto il Bel Paese, si scoprirebbe che ben 62 città capoluogo (su 99 “radiografate”) hanno mostrato in primavera una crescita ancor più ragguardevole.

Ma c’è un altro elemento che salta agli occhi nel dossier di dati sull’andamento degli acquisti di case. La provincia di Livorno è l’unica in tutta la Toscana in cui il resto del territorio mostra un incremento che è assai più del doppio di quanto riscontrato a Livorno città: l’impennata sfiora il 113%. In tutta la penisola a nord di Roma solo in quattro territori si trova qualcosa di analogo (e uno è in Toscana: è la Maremma grossetana col record nazionale).

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