«Scarsa sicurezza a bordo», nave cargo bloccata in porto a Livorno

Dai controlli della guardia costiera sono emerse carenze nell’impianto antincendio, equipaggio impreparato ad affrontare le emergenze e il possibile inquinamento da idrocarburi

LIVORNO. Carenze nell’impianto antincendio, equipaggio impreparato ad affrontare le emergenze e il possibile inquinamento da idrocarburi dovuto a un impianto sotto gli standard previsti. Per questo la guardia costiera ha bloccato un cargo dopo i controlli effettuati a bordo.

Si tratta – spiegano dalla Capitaneria – di un intervento nel quadro del più ampio progetto di tutela della vita umana in mare e dell’ambiente marino e costiero che vede «fortemente impegnato» le Capitanerie di Porto, gli uomini della Guardia Costiera di Livorno – Nucleo Port State Control. Il provvedimento è stato emanato martedì ai sensi della direttiva dell’Unione Europea . Il risulatto è il “ermo nei confronti della nave cargo “Saffet Aga”.


Il provvedimento è stato adottato al termine di una dettagliata ispezione dell’unità che, in base alle vigenti normative internazionali in materia di sicurezza della navigazione, è risultata essere in condizioni “sub-standard”.
In particolare, sono emerse gravi carenze in materia di prevenzione degli incendi a bordo, in materia di prevenzione dell’inquinamento marino da idrocarburi, nonché in materia di preparazione e risposta alle emergenze da parte dell’equipaggio.

Al momento la nave risulta ancora ferma in porto, in attesa che vengano ripristinati gli standard minimi per poter essere nuovamente autorizzata a navigare. Successivamente, il cargo – spiegano – dovrà essere sottoposta a specifici controlli da parte degli ispettori dell’Ente Tecnico “Bureau Veritas”, responsabile del rilascio della certificazione di sicurezza per conto della bandiera Barbados.

«Giova ricordare – si legge in una nota – che il nucleo della Capitaneria di Porto di Livorno, guidata dal contrammiraglio Gaetano Angora ha da sempre profuso notevoli sforzi nella lotta al fenomeno delle “navi sub-standard che, in difformità alle convenzioni internazionali, navigano con gravissimo rischio per la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino nonché per la sicurezza e per le condizioni di vita delle persone che sulle navi vivono e lavorano. Dopo gli importanti risultati ottenuti nell’anno 2020, nell’anno 2021 sono già 18 le navi straniere ispezionate dal Nucleo, di cui cinque sono state detenute per gravi irregolarità.

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