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Coronavirus, altri 22 medici sospesi in provincia di Livorno in due giorni. Ecco tutti i dettagli

Il primario di Malattie Infettive Spartaco Sani

Sale a 33 il numero dei dottori fermati dall’Asl, alcuni sono stati già reintegrati. Cognetta: «Pochi i veri no-vax». Chi sono i camici bianchi nel mirino

LIVORNO. Negli ultimi due giorni sulla Pec dell’Ordine dei medici sono arrivati dall’Asl i nominativi di 22 dottori da sospendere per non aver fatto il vaccino. «Stanno andando in ordine alfabetico, lunedì hanno mandato le lettere A e B, oggi la lettera C», spiegava ieri pomeriggio il presidente dell’Ordine Pasquale Cognetta. «In settimana ci aspettiamo altre decine di nominativi». In tutto sono già 33 i medici di Livorno e provincia che hanno ricevuto la comunicazione del provvedimento di sospensione dall’Asl, 11 la scorsa settimana e 22 questa. Tuttavia in molti casi si tratta di provvedimenti che saranno annullati (o lo sono già stati) poiché errati.

Cognetta sta chiamando ogni collega segnalato, uno ad uno. «Devo capire se si sono vaccinati e se non l’hanno fatto chiedo loro il motivo – spiega –. Sta emergendo che il numero reale dei non vaccinati è molto più basso».


I NO VAX

«I no-vax veri e propri sono eccezioni rarissime – racconta Cognetta –. Con uno ho parlato poco fa al telefono: un colloquio franco, nel quale lui mi ha detto che non ha alcuna intenzione di vaccinarsi, spiegandomi le sue ragioni e gli studi su cui si basa. Sostiene che bisogna curare il Covid con l’ivermectina, un vecchio antiparassitario attualmente utilizzato solo a livello veterinario, assolutamente negato dagli enti regolatori a tutti i livelli nel trattamento del virus. Nell’ultimo periodo, tra l’altro, sono aumentati i casi di avvelenamento da ivermectina segnalati dai centri antiveleno per l’utilizzo improprio che qualcuno sta facendo di questo medicinale. Non ho potuto far altro che confermargli la sospensione dall’Ordine. È un medico in pensione, di 75 anni. Quel poco di attività che svolge dovrà interromperla».

Nel gruppo degli oltranzisti c’è anche una dottoressa in attività che, dopo la comunicazione della sospensione, ha deciso di portare avanti la sua decisione e rinunciare al lavoro e allo stipendio. Si tratta di una livornese che lavora a Cisanello. «È molto dubbiosa, ha mandato anche una lettera all’Ordine sostenendo che questi vaccini non prevengono il contagio e dicendo di voler aspettare un vaccino migliore», racconta Cognetta. Anche lei ha preso il cartellino rosso.

GLI ERRORI

Ma come dicevamo le posizioni estremiste sono finora delle eccezioni. Il presidente dell’Ordine ha scovato numerosi errori, per la maggior parte nomi di medici che si erano vaccinati fuori dalla Toscana e che nelle liste di Asl e Regione risultavano non protetti. Tra questi ce ne uno che lavora all’ospedale di Livorno, al reparto di Medicina: si era vaccinato in Sicilia e dunque non risultava. Poi c’è uno specializzando in Cardiologia che si era vaccinato a Tor Vergata, un’oncologa che lavora a Milano, dove si era vaccinata, ma è residente a Livorno. Altri due che si sono vaccinati a Roma.

«Il problema è che i sistemi informatici regionali non dialogano tra loro – evidenzia Cognetta –. A questo si aggiunge il fatto che molti medici non guardano la Pec, cosa che invece dovrebbero fare, e così non hanno letto e risposto agli avvertimenti dell’Asl che alla fine ha fatto scattare il provvedimento. Ma le sospensioni sono state subito annullate».

I TITUBANTI

A metà del guado tra no-vax e i sospesi ingiustamente, c’è anche un gruppetto di medici titubanti. Qualcuno ha aspettato fino all’ultimo momento, ma quando gli è arrivato lo stop dallo stipendio ha deciso di varcare la soglia del Modigliani Forum e sottoporsi alla somministrazione. «Una dottoressa dell’ospedale è stata messa fuori servizio, adesso ha fatto la prima dose, che però in Toscana, a differenza di altre regioni, non è liberatoria per svolgere l’attività. Dunque fino a quando non avrà completato il ciclo vaccinale non potrà rientrare. Lo stesso vale per una dottoressa che fa le guardie turistiche in estate: ha fatto la prima dose ma resta sospesa. Lei tuttavia d’inverno non esercita dunque ha meno danni». Anche un medico di famiglia che non si era vaccinato si è mosso all’ultimo momento.

I PENSIONATI

Nel gruppo dei sospesi ci sono diversi pensionati: «Oggi è arrivato il nominativo di un collega di 88 anni – racconta il presidente dell’Ordine –. È sospesa ma la sua situazione non rappresenta un problema visto che non esercita. Così come quella di un’altra dottoressa in pensione che non svolge attività: non è vaccinata poiché ritiene di aver problemi di salute che sconsiglino la somministrazione. Ma non è così, anzi il Covid è consigliato per i pazienti oncologici e immunodepressi».

I MOTIVI DI SALUTE

Sono diversi i medici che hanno addotto motivazioni di salute. «Una collega in gravidanza era perplessa perché la sua ginecologa le aveva detto che non era opportuno. Io l’ho stimolata, perché anche di recente ci sono stati casi di morte negli Stati Uniti o di malattia grave in Italia per donne in gravidanza colpite dal Covid e alla fine si è vaccinata. Un otorino invece ha dei motivi validi per il differimento ma non l’ha chiesto. Dunque adesso è sospeso finché non avrà la certificazione necessaria».