Rapina al negozio in via Ricasoli, lo sfogo del titolare: «Gesto da infami, abbiamo paura a riaprire»

Matteo Martinelli è stato il primo a soccorrere la madre dopo l'aggressione da parte del ladro: «Il sistema non ci tuttela, dovremo difenderci da soli»

LIVORNO. Matteo Martinelli, storico titolare degli omonimi negozi di abbigliamento in centro a Livorno, passeggia nel negozio di via Ricasoli dove la padre poche ore prima è stata aggredita. È arrabbiato, deluso, tanto da meditare la chiusura.

«Picchiare donne e bambini - dice - è da infami. A chi fa certe cose non si può che augurare il peggio del peggio. Quello che è successo è gravissimo. Lo dico chiaramente - va avanti - non sono arrabbiato con le forze dell’ordine o le istituzioni. La polizia è arrivata cinque minuti dopo la chiamata, quando lo ha saputo è venuto anche il sindaco a mostrarmi a darci la sua solidarietà. Purtroppo è il sistema che non funziona: nessuno mi può garantire che una cosa simile non accada di nuovo. Ecco perché domani (oggi ndr) resteremo chiusi e non so se riapriremo».

La riflessione del commerciante è complessiva: «È ovvio che il responsabile sia un disperato. Ma se la prossima volta ne torna un altro e magari è armato? Che succede? Noi commercianti dobbiamo difenderci da soli? Le persone come noi, soprattutto dopo un periodo come quello che abbiamo passato, sono in difficoltà. Sputiamo sangue ogni giorno per andare avanti. Ecco perché sono arrivato ho paura perché non mi sento tutelato».

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