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Dopo 33 anni Antonio lascia il ristorante dei bagni Acquaviva: «Ho fatto la storia»

Antonio Giordani, 87 anni, da 33 gestore del ristorante dei bagni Pancaldi Acquaviva

Il gestore dà l'addio al locale: «Con le mie lasagne ho cresciuto generazioni di livornesi ma ora la proprietà dello stabilimento vuole cambiare»

LIVORNO. Livorno e il suo mare: un binomio indissolubile. Esattamente come quello che hanno formato per oltre trent’anni Antonio Giordani, livornese classe 1934, ed il ristorante situato a due passi dalle onde dei Pancaldi, anzi di Acquaviva.

Una storia che parte da lontano e che adesso sembra destinata a interrompersi. «Era il 1989 e ai tempi avevo un ristorante in via Ginori, vicino Piazza Cavour, che avevo aperto tre anni prima - racconta Giordani -. Ricordo che mi chiamò il proprietario dei Bagni Pancaldi di allora e mi chiese di prendere in gestione il ristorante ed il bar all’interno dello stabilimento, perché negli anni precedenti avevano avuto dei problemi con i gestori. Ero da anni nel mondo della ristorazione, ma non avevo mai lavorato in un bagno e nonostante il locale avesse bisogno di un’importante ristrutturazione decisi di prenderlo».


L’estate appena trascorsa per Giordani è stata la trentatreesima consecutiva alla guida del ristorante, un record.
«Ci sono state almeno in un paio di volte in cui ho pensato di lasciare, perché ci sono stati momenti non semplici – ricorda –, ma l’idea mi ha balenato per la mente il tempo di qualche giorno e poi sono tornato più carico di prima. Il segreto di questa longevità? La forza di volontà che metto ogni giorno in questa attività, cercando di scegliere bene le persone, dando quindi valore all’aspetto umano. Ovvio, non sempre ci ho azzeccato però ho sempre cercato di avere a fianco le persone giuste».

In questi anni quante cose sono cambiate nel mondo, a Livorno e anche dentro lo stabilimento di San Jacopo... «Se ripenso a trent’anni fa sembra di aver cambiato pianeta – riflette Antonio –. Adesso i ritmi di vita sono decisamente più veloci e soprattutto rispetto a prima ci sono meno soldi, la gente ha meno da spendere e c’è stato bisogno, nei limiti del possibile, di andare sempre più incontro al cliente».

Dalla cucina del ristorante tra gabbione e piscina, Giordani ha visto passare almeno tre generazioni di livornesi, nate e cresciute tra un tuffo sulla punta e una partita a briscola... «E’ una delle cose che mi emoziona di più. Ho visto ragazzi che venivano trent’anni fa a fare merenda e che adesso sono padri di famiglia con i loro figli che adesso fanno lo stesso tragitto per venire a mangiare la pizza il pomeriggio. Quella, insieme alle mie lasagne, ha cresciuto generazioni di livornesi. Ogni tanto ne incontro alcuni di loro per strada e me lo ricordano ogni volta col sorriso stampato sulle labbra. Ecco, penso sia una delle soddisfazioni più belle di questo mestiere».

Livornesi comuni, clienti abituali ma anche vip. «Un tempo il mercoledì sera c’era la discoteca e da qui sono passati Carlo Conti, Gerry Scotti, Marco Masini, quest’estate è venuto anche Paolo Virzì. Il ricordo più bello però è la festa che lo stabilimento mi ha fatto in occasione del trentesimo anno di gestione. C’erano tutti i clienti per salutarmi».

Come dicevamo su questo matrimonio sembra che proprio in questi giorni stiano passando i titoli di coda. «I proprietari dello stabilimento – racconta Giordani – mi hanno comunicato che non avrò più la gestione del ristorante dal prossimo anno. Non me l’aspettavo e per me è stata una notizia terribile. Questo luogo e i clienti fanno parte della mia vita. In questi anni non ci sono mai state frizioni, abbiamo sempre trovato un compromesso e dopo tutto questo tempo pensavo di aver acquisito il diritto di poter continuare ancora, avrei voluto fare altri due anni per arrivare a 35 anni di gestione e poi lasciare. Ma la proprietà mi ha detto che ho fatto il mio tempo e che vogliono rinnovare affidando il ristorante ad altri. Ancora non mi sembra vero. La cosa che più mi preme è ringraziare col cuore le centinaia di clienti che mi hanno mandato messaggi di stima e affetto attraverso i social e non solo. Certi gesti e certe parole valgono più di tutto».