«Datemi una laurea anche fake», lo show di Paolo Migone alla facoltà di Scienze Agrarie

Il cabarettista livornese dà il benvenuto alle matricole: «Mi mancano nove esami, quel 28 col compito nel calzino»

PISA. «Ho chiesto dei miei professori: tutti in pensione o morti. Per il resto è rimasto quasi tutto uguale, anche se qui fuori un tempo c’erano piante di pero e ora c’è un prato». Un flashback. Paolo Migone si guarda intorno e rivive quegli ambienti che quarant’anni fa rappresentarono la casa della sua formazione. «Sono laureato in Agrar, non in Agraria. Sono in pratica quasi laureato. Mi mancano 9 esami (su 30) per completare il percorso universitario», dice il comico strappando le prime risate mentre attraversa quelle file di banchi che lo hanno ospitato almeno quattro decenni fa quando, da giovane studente, sognava di diventare agronomo. Gli stessi spazi che ieri lo hanno accolto nei panni di testimonial.

È stato il cabarettista livornese a dare il benvenuto alle matricole dei corsi di laurea in Scienze agrarie e Viticoltura ed enologia durante la tradizionale giornata di accoglienza del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa che quest’anno celebra i 180 anni della sua fondazione.


«Ho dato 21 esami, me ne mancano 9 e per questo vorrei un riconoscimento. Una laurea, anche una laurea fake, almeno per ripagare il costo della benzina che ho consumato per frequentare l’Università», scherza Migone ripercorrendo con racconti e aneddoti la carriera universitaria di un allora studente scanzonato che ha trovato nello spettacolo e nell’arte la sua strada. Un successo costruito con fatica e passione che il prossimo dicembre approderà nuovamente al Teatro degli Arcimboldi di Milano e sul piccolo schermo.

Migone sarà ancora protagonista di Zelig, il noto programma comico che quest’anno torna con tre puntate speciali. Una sorta di rimpatriata dei più noti comici e cabarettisti con la conduzione affidata a Vanessa Incontrada e Claudio Bisio con il quale Migone condivide il percorso di studi. Anche Bisio, infatti, da giovane si è dedicato a Milano alle Scienze agrarie. «Lui però ha dato meno esami di me», puntualizza.

«Di quel periodo all’Università ricordo gli amici che venivano ad assistere ai miei esami perché ci scappava sempre qualche battuta», prosegue. Il comico ricorda anche l’esame di matematica. «Ero una frana e allora decisi di fare una cosa disonesta: mi feci accompagnare da un mio conoscente. Era un genio. Vestiva malissimo, – racconta – ma tutta la sua vita ruotava attorno ai numeri. In mezz’ora completò il compito scritto e fingendo un malore abbandonò l’esame. Nascosi quel compito nel calzino e lo copiai. Risultato: 28. Ricordo però anche il primo scossone, all’esame di colture protette – prosegue Migone –. Il professore, prima di mandarmi via, mi disse: “Spero che nella sua vita di agronomo non debba mai avere nulla a che fare con serre e pomodori”. A questo si aggiunse l’esame di coltivazione arboree. Il libro costava 30mila lire. Andai in libreria con i soldi di mia madre e vidi un libro di mimo allo stesso prezzo. Comprai quest’ultimo».

Da lì l’inizio di un percorso completamente diverso che avrebbe portato il comico sulla strada del successo. «Studiate – l’appello di Migone ai nuovi studenti – e quando possibile fatelo insieme per condividere ed esorcizzare paure ed incertezze».

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