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Case in vendita all'ex cinema Gran Guardia: ecco il piano 

Il Palazzo Gran Guardia in via Santa Giulia

In piazza Cavallotti, a poche centinaia di metri dalla strada della guerriglia, il palazzo torna sul mercato con i nuovi appartamenti: un rilancio per la zona

LIVORNO. I tredici nuovi appartamenti mai abitati nel palazzo costruito in via Santa Giulia, sopra a quello che una volta era il palco del teatro La Gran Guardia, sono tornati in vendita. Un’occasione di rilancio per la zona. Tra due settimane – il 2 e il 3 ottobre – l’agenzia immobiliare che ha ricevuto l’incarico di metterli sul mercato organizzerà una due giorni di open house all’americana, aprendo le porte a chiunque sia interessato all’acquisto o anche solo a dare un’occhiata. Detta così può sembrare una semplice operazione immobiliare, una come tante. Ma non lo è. Basta il nome a ricordarlo: Palazzo Gran Guardia, che nel 2015-2016 è stato costruito tra via Santa Giulia e piazza Cavallotti a tinte grige e arancioni, a ricordare le poltroncine che una volta coloravano la platea del cinema.

Bisogna correre indietro di dieci anni per scrivere l’inizio di questa storia. Era il 2011 e il consiglio comunale votò la variante urbanistica che avrebbe portato alla trasformazione dell’ex teatro. Tre i pilastri dell’operazione: la trasformazione in un negozio di abbigliamento (lo store targato H&M) degli storici spazi che si affacciavano su via Grande; la realizzazione di una versione più piccola della Gran Guardia con ingresso da via del Giglio; la costruzione di case e uffici lato via Santa Giulia, sopra a quello che fu il palco.


Il palazzo venne tirato su in fretta. Nel 2016 Il Tirreno entrò per primo a fotografare le nuove case: la fine dei lavori sarebbe stata ufficializzata nell’arco di un mese, come spiegarono dalla Coam Costruzioni di Rignano sull'Arno, che a suo tempo aveva acquistato dai vecchi proprietari tutta l’area del teatro.

Ma la storia andò diversamente. Il primo campanello di allarme arrivò nel dicembre del 2016, quando il sindacato Asia Usb occupò simbolicamente il palazzo per qualche ora con striscioni e megafoni, puntando il dito contro le «speculazioni». Cosa era accaduto? Che i Pm fiorentini, nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza, avevano chiesto e ottenuto un’istanza di fallimento per la Coam di Andrea Bacci, imprenditore vicino alla famiglia Renzi. E con il ko della società le case sono rimaste chiuse per cinque anni, salvo qualche visita del curatore fallimentare.

Fino a qualche mese fa: il palazzo è stato acquistato all’asta da una società immobiliare lombarda, che ha rinfrescato gli appartamenti mai abitati e ha deciso di affidarne la vendita a un’agenzia livornese, la Immo One. Il titolare, Roberto Fabbri, conferma: «In vendita ci sono tredici appartamenti di varie tipologie dal secondo al quinto piano, più due uffici al primo (di 100 e 45 metri quadri). Il palazzo è rimasto chiuso per qualche anno, così abbiamo deciso di organizzare due giornate di apertura a tutti per far capire che c’è, è nuovo, è pronto per essere venduto. È stata un’operazione di trasformazione urbanistica, i prezzi sono interessanti, neanche 2mila metri al metro quadri». In tutto 13 appartamenti tra i 70 e i 155 metri quadri, con una, due o tre camere, parquet e logge: prezzi tra i 138mila e i 265mila euro.

Ma non è solo una storia tra privati quella che si sta scrivendo ora in via Santa Giulia. Gli accordi siglati negli anni dell’amministrazione Cosimi prevedevano infatti che uno spazio di circa 100 metri che si trova al primo piano del palazzo fosse ceduto a titolo gratuito al Comune, che lo avrebbe poi usato a fini culturali. Quali sono oggi le intenzioni del municipio? L’assessore alla cultura Simone Lenzi risponde che «proprio pochi giorni fa, informato della situazione, ho chiesto agli uffici di fare le verifiche del caso per poi decidere come usare quello spazio».

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