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Coronavirs, ci si può vaccinare con Pfizer dal medico di famiglia. Ecco come fare

Massimo Angeletti, coordinatore dei medici di famiglia di Livorno

Livorno, servizio in partenza. Il coordinatore Massimo Angeletti: «Speriamo che il rapporto fiduciario che abbiamo con i pazienti convinca molti a venire»

LIVORNO. Sono 32.484 gli abitanti di Livorno e Collesalvetti sopra i 12 anni che ancora non si sono vaccinati contro il Covid. Per queste persone da domani c’è una novità importante: potranno vaccinarsi dal proprio medico di famiglia. Resterà ancora possibile ricevere la somministrazione all’hub del Modigliani Forum (la cui chiusura è prevista a metà ottobre) e successivamente in uno dei distretti dell’Asl. Ma il grosso del lavoro sta passando nelle mani dei medici di medicina generale che hanno già svolto più che egregiamente l’operazione sulla popolazione più anziana (basti vedere nel grafico in alto la percentuale raggiunta). «Speriamo che il rapporto fiduciario con il proprio curante contribuisca a convincere molte persone che finora non si sono vaccinate», dice Massimo Angeletti, coordinatore dei medici di famiglia livornesi e segretario provinciale della Fimmg.

RITORNA IL PFIZER

Dopo aver vaccinato tutti i propri pazienti over 80, negli ultimi mesi ai medici di famiglia era stata data la possibilità di vaccinare gli over 60 (con la monodose di Johnson & Johnson) e poi i ragazzi tra i 12 e i 18 anni. Adesso la platea si allargherà a tutti gli assistiti. Il siero che avranno a disposizione sarà il Pfizer. La seconda dose sarà somministrata dopo 21 giorni.

COME CI SI PRENOTA
Per richiedere la vaccinazione al proprio medico sono necessari due passaggi. Il primo è una pre-registrazione sul portale della Regione, utilizzando il bottone “Mi vaccino dal mio medico” che sarà attivato da domani. Dopo essersi registrati arriverà all’utente un messaggio che ricorda che è necessario contattare il proprio curante per conoscere data e ora dell’appuntamento. «I medici hanno la possibilità di non aderire - spiega Angeletti –. In quel caso comunicheranno al proprio paziente il nominativo del collega che vaccinerà al suo posto. La sensazione tuttavia è che la partecipazione sarà molto numerosa. Nella mia Aft, ad esempio, su 35 soltanto due o tre hanno espresso la volontà di non vaccinare».