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Dramma in Borgo, tabaccaia muore a 50 anni davanti al marito. «Addio Roberta, siamo distrutti»

Roberta Ambrosini, 50 anni, scomparsa ieri mattina per un malore nella tabaccheria di famiglia

Livorno, era insieme ai familiari nella tabaccheria di Borgo Cappuccini quando ha avuto un malore: «Ti porteremo sempre nel cuore»

LIVORNO. Si è sentita male di fronte al marito e alla figlia: la sua famiglia che amava tantissimo. Erano insieme lì, nella mattinata di ieri, poco prima delle 11, nella tabaccheria di famiglia di Borgo Cappuccini. «Chiama l’ambulanza», avrebbe detto al marito. Poi minuti concitati, interminabili. Eppure sembrava una mattinata proprio come tutte le altre: i sorrisi, i clienti che si alternano, il lavoro nell’attività a conduzione familiare aperta da qualche anno in quel borgo che oggi si sente più solo.

Un borgo che è in lutto per l’improvvisa morte di Roberta Ambrosini, 50enne livornese scomparsa per un malore nella mattina di ieri. Roberta – che lascia la figlia, il marito, la sorella e la madre – si sarebbe sentita male, da una prima ricostruzione di quegli attimi, a metà mattinata mentre si trovava all’interno dell’attività. Il marito ha chiamato subito la centrale operativa del 118 di Livorno-Pisa. Sul posto sono arrivate prontamente due ambulanze, con il medico, della Misericordia di via Verdi. Il loro arrivo, gli attimi concitati, il lavoro dei soccorritori che per molto tempo hanno provato a salvare la donna: ma non c’è stato nulla da fare. La disperazione dei familiari a quel punto si è alternata a quella delle persone che erano nelle attività vicine, dei residenti scesi in strada quando hanno visto arrivare i due mezzi di soccorso. In tanti sono scoppiati in lacrime quando hanno capito e poi, poco dopo, saputo l’epilogo di quella chiamata, di quei soccorsi, con l’arrivo della polizia.


Il ricordo e il dolore
Lacrime, mani capelli. La gestualità del dolore. Di quel lutto improvviso. D’altronde – ed è questo a poche ore dalla scomparsa di Roberta il messaggio che circola con insistenza nel quartiere (ma non solo) – era impossibile non voler bene e non essere legati a Roberta che con il marito ogni mattina era nella tabaccheria e cartoleria. Tanti gli amici, i conoscenti, i residenti della zona, i clienti che si sono uniti nel cordoglio non appena appresa la notizia. Il «non è possibile» a quel punto ha fatto spazio al silenzio e al dolore.

Roberta era conosciuta e stimata da tutti, sia nel Borgo Cappuccini, sia in centro dove abitava. Una bella famiglia. Era sempre sorridente, sempre disponibile con una buona parola per gli altri: «Non è retorica, ma solo la verità», dice chi la conosceva bene. I messaggi social, quelli lasciati su Facebook, provano a tradurre almeno in parte, tentano di restituire parzialmente l’affetto e lo shock per la perdita improvvisa che ha scosso una famiglia e una comunità. I concetti sono ricorrenti. C’è il sorriso, ci sono la bontà e la disponibilità. Poi l’incredulità per quello che è avvenuto da poco. «Ti porterò sempre nel cuore», la chiosa tra i messaggi. Oggi alle 16 l’ultimo saluto al cimitero dei Lupi.

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