Scontro tra bande nel centro di Livorno, il questore ottiene rinforzi dal ministero: ecco il piano

Dopo la guerriglia in via Buontalenti si è svolta una riunione straordinaria per l'ordine pubblcio. Da giovedì 16 settembre in servizio notturno tre pattuglie in più: «Risposta forte, presidio totale della zona»

LIVORNO. «Quanto accaduto è intollerabile. E ora è il momento di reagire: per questo avremo fin da subito tre pattuglie in più nella zona di via Buontalenti e in quelle abitualmente frequentate dagli spacciatori. Ci sono state concesse dal dipartimento della pubblica sicurezza e sono aggiuntive rispetto a quello che sono già sul territorio. Parliamo di un buon numero, considerando che in tutta la città abbiamo tre volanti a turno. Ci sarà dunque un raddoppio solo da parte della questura ed è senz’altro soddisfacente».

È duro il questore di Livorno, Roberto Massucci, dopo la maxi-rissa avvenuta nella zona di piazza della Repubblica che, poco prima delle 22 di mercoledì scorso, ha terrorizzato la città. Con i componenti di due bande rivali che si sono inseguite con spade, coltelli, pistole scacciacani e bottiglie, tirandosi dietro pure delle sedie e picchiandosi a mani nude. Immagini che i residenti del quartiere faticano a dimenticare e che, ora dopo ora, stanno riguardando nei numerosi video pubblicati sui social network e sulle chat di Whatsapp. «Cose del genere a Livorno non possono e non devono succedere – prosegue il questore – per questo, subito dopo l’accaduto, mi sono sentito telefonicamente con il prefetto concordando di svolgere subito un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla quale hanno partecipato anche il sindaco Luca Salvetti e il procuratore Ettore Squillace Greco».


Questore, quanto accaduto è gravissimo. Poteva essere previsto secondo lei?

«Onestamente no. Io mi devo attenere ai fatti, ma se si fosse trattato di uno scontro fra bande rivali di spacciatori queste sono dinamiche interne a loro, che si verificano in presenza di un cortocircuito interno fra i componenti più scellerate. Fatta questa premessa, non credo proprio che potessimo prevedere un epilogo del genere e non c’erano segnali in tal senso».

Secondo lei si è trattato di uno scontro fra bande di spacciatori?

«Non posso dirlo, perché devo attenermi ai fatti e ci sono indagini in corso da parte dei carabinieri, la forza dell’ordine che in quel momento era di turno in quella zona. Noi come polizia di Stato – come sempre accade in questi casi, naturalmente anche all’opposto – siamo andati in supporto insieme a municipale e guardia di finanza, visto che altrimenti i militari dell’Arma sarebbero stati in difficoltà».

Come reagire adesso?

«In sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sono state individuate due direttrici: l’azione investigativa – con tutte le forze dell’ordine concentrate in una stessa direzione – e quella preventiva, con le tre pattuglie in più della polizia di Stato in quella zona. Anche i carabinieri metteranno a disposizione un maggior numero di militari, quindi ci sarà un controllo ancora più capillare del territorio».

Vuol dire che prima le pattuglie erano insufficienti?

«No, non andiamo ad aumentare le pattuglie perché prima fossero ritenute insufficienti, ma lo facciamo per dare un segnale forte nell’immediato. È importante farlo. Ripeto: quanto accaduto è inaccettabile e ora è il momento di reagire con forza. Allo stesso tempo bisogna ricordare che se qualcuno pensa che la repressione possa sempre essere la via maestra, sbaglia».

Quindi?

«In futuro, per quanto riguarda il tema dello spaccio, bisogna fare prevenzione sui consumatori. È un’azione in cui credo e ho sempre creduto, visto che è così che colpiamo gli spacciatori. Questi ultimi ci sono ed esistono se hanno i clienti. I dati sulla criminalità cittadina, li ho visionati proprio stamani (ieri mattina per chi legge ndr), finora sono comunque positivi su questi tipi di reato, visto che gli arresti per spaccio di droga a Livorno sono aumentati del 12 per cento nel corso dell’ultimo rispetto a quello prima e i furti denunciati – che comunque sono collegati a un certo tipo di microcriminalità diffusa – sono invece calati del 30 per cento».



© RIPRODUZIONE RISERVATA