Guerriglia in via Buontalenti, lo scontro tra bande scoppiato per il controllo della spaccio di droga - Video

L'indagine dei carabinieri stanno cercando di rimettere insieme i pezzi di un puzzle complicato. I due feriti sono entrambi tunisini di 25 anni. A sparare è stata una pistola scacciacani 

LIVORNO. Il controllo dello spaccio di droga in piazza della Repubblica e dintorni. Ci sarebbe questo – secondo l’ipotesi degli inquirenti – dietro alla guerriglia scoppiata poco dopo le 21.30 di mercoledì scorso fra via Buontalenti, via Cosimo del Fante e piazza dei Mille. All’incirca 40 le persone che si sono inseguite per picchiarsi con tutto ciò che trovavano a portata di mano: sedie, bastoni, spranghe, spade e coltelli. Sparandosi perfino con una scacciacani, come dimostrano i bossoli trovati sull’asfalto dagli investigatori che hanno ultimato i rilievi a notte inoltrata.

Livorno, scontri tra bande in via Buontalenti



IL BILANCIO

Il giorno dopo la violenza i carabinieri stanno cercando di rimettere insieme i pezzi di un puzzle complicato da ricomporre, anche perché tutti i contendenti sono fuggiti prima del loro arrivo e i due feriti – entrambi tunisini e di 25 anni – non avrebbero al momento fornito un quadro dettagliato della vicenda. Le loro condizioni, in un primo momento apparse gravi, sono migliorate nel corso della notte. Uno di loro dopo essere stato accoltellato è stato trasportato al pronto soccorso da un’ambulanza della Svs con il medico del 118 – giunta sul posto insieme ai volontari della Croce rossa italiana – l’altro, invece, ha raggiunto l’ospedale autonomamente. A quest’ultimo sono state riscontrate lesioni compatibili con le botte e i colpi inferti dai corpi contundenti sequestrati dai militari: la spada, oltre a un coltello e alle sedie di plastica, mentre la pistola scacciacani non è ritrovata, ma i bossoli sull’asfalto ne hanno certificato l’utilizzo durante i disordini.

Le indagini

La procura ha aperto un fascicolo per il reato di rissa e fino a ieri, come confermato dagli inquirenti, non risultavano fermati, né denunce. L’inchiesta – delegati ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, diretto dal tenente Marco Saccà – è solo nella sua fase iniziale e intanto ai carabinieri hanno visionato tutti i video amatoriali pubblicati sui social network e acquisito i filmati delle telecamere pubbliche della zona, comunque distanti dal caos vero e proprio, partito all’angolo fra via Buontalenti e via Cosimo del Fante e proseguito in piazza della Repubblica e piazza dei Mille, in quest’ordine temporale dalle 21.40 alle 22 circa. Dalle varie inquadrature dei telefonini con cui è stata documentata la rissa l’obiettivo resta quello di identificare quante più persone possibili.

La droga

Lo spaccio di droga sarebbe appunto al centro della contesa. Le bande rivali, composte con ogni probabilità da tunisini, si sarebbero affrontate per questo. Per contendersi la ricca fetta di mercato livornese, quella della vendita al dettaglio, in quella zona sempre molto fertile. Uno scontro fra i numerosi “galoppini”, richiedenti asilo col permesso di soggiorno temporaneo, che vedono nella droga il modo più immediato per mangiare e comprarsi qualcosa da vestire. L’hashish, a titolo di esempio, a Livorno costa fra i dieci e i 20 euro al grammo, la cocaina (tagliata anche male) circa 40. Soldi freschi per i giovani che arrivano in Italia senza altre possibilità di monetizzare, per questo pronti a picchiarsi selvaggiamente. Anche perché, le pene per chi spaccia pochi grammi di droga, certamente non disincentivano chi compie questi reati. Al massimo c’è una denuncia in libertà per “modica quantità” e un rinvio a giudizio dopo anni.



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