Bancarotta e truffa: arrestato Pierpaolo Gherlone ex amministratore dell’As Livorno

È il liquidatore della squadra che è retrocessa l’anno scorso: «Ad Asti volumi d’affari fittizi per ottenere 18mila euro»

LIVORNO. È stato arrestato ieri Pier Paolo Gherlone, imprenditore e commercialista piemontese, conosciuto a Livorno per essere il liquidatore dell’As Livorno, la squadra, per intenderci, che è retrocessa la scorsa stagione dalla serie C e che si è iscritta al campionato di terza categoria.

Avrebbe truffato l’agenzia delle entrate per ottenere, senza averne i requisiti, il contributo Covid-19 per una cifra che sfiorava i 20 mila euro e inoltre, come liquidatore di un paio di società astigiane, avrebbe dissipato quasi 650 mila euro con prelievi dai conti aziendali e con pagamenti senza giustificazioni. Queste le accuse mosse nei suoi confronti e che non riguarderebbero l’attività di Gherlone come dirigente dell’As.


Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Asti, coordinato dalla Procura della Repubblica di Asti, ha dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal gip, con cui è stata disposta la misura cautelare personale in carcere per il commercialista astigiano. E dai finanzieri è stato eseguito nei suoi confronti anche un sequestro di 723.120 euro. Ma procediamo con ordine.

Gherlone, secondo le accuse, si sarebbe reso responsabile di una truffa sui finanziamenti e i contributi pubblici per il Covid-19, di bancarotta fraudolenta, mediante distrazioni e dissipazioni di beni, di autoriciclaggio e del reato di indebita compensazione fiscale. Le indagini, riguardano il biennio 2019-2020.

Nella carica di rappresentante legale di due società della provincia di Asti, per ottenere senza averne i requisiti richiesti i contributi statali destinati alle aziende per fronteggiare gli effetti economici causati dalla pandemia, avrebbe comunicato all’agenzia delle entrate, per gli anni d’imposta 2019 e 2020, un volume d’affari fittizio, calcolato sulla base di fatture inesistenti, per poter così comprovare il calo di un terzo del fatturato elemento espressamente richiesto dalla normativa per ottenere il beneficio pubblico. E qui parliamo di una cifra di circa 18 mila euro.

C’è di più, sempre secondo le accuse. Nella carica di liquidatore di due società astigiane dichiarate fallite nel 2020 dal Tribunale di Asti, Gherlone avrebbe dissipato somme per quasi 650 mila tramite prelievi in contanti dai conti correnti aziendali e ingiustificati pagamenti. Parte di queste somme, secondo quella che è l’accusa, venivano trasferite in altre attività economiche e imprenditoriali, sempre riconducibili a Gherlone; attività per cui si ipotizzerebbe il delitto di auto-riciclaggio e di indebita compensazione fiscale.

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