Contenuto riservato agli abbonati

A Livorno cinquecento bimbi a casa per lo sciopero: «Negata così la gioia del primo giorno»

La protesta di docenti e bidelli contro il green pass: cancello chiuso alle Lambruschini, altri casi alle D'Azeglio e alle Puccini  

LIVORNO. Grembiule, cartella in spalla e farfalle nello stomaco per l’emozione. Tutti pronti per il primo giorno di scuola. Peccato che per un piccolo esercito di studenti livornesi – circa cinquecento – di cui la maggior parte delle scuole elementari, arrivati davanti all’ingresso siano stati costretti a tornare a casa. Il motivo? L’adesione, anche a Livorno, di docenti e personale Ata allo sciopero nazionale indetto dai sindacati Anief e Sisa per protestare contro – come primo punto – contro «l’introduzione dell’obbligo per il personale scolastico della certificazione verde covid-19». L’effetto più eclatante della protesta l’hanno vissuta ieri mattina genitori e alunni delle scuola Lambruschini, al quartiere La Rosa. «Quando siamo arrivati – raccontano – abbiamo trovato il cancello d’ingresso chiuso». Per un po’ hanno aspettato. Poi hanno capito che nessuno sarebbe entrato e sono stati costretti a riportare i loro figli a casa, cercando le parole per spiegargli – dopo giorni di attesa – il motivo della retromarcia.

«Auguro a tutti gli ausiliari della scuola che oggi hanno aderito ad un sacrosanto diritto quale è uno sciopero – è lo sfogo di un genitore – di provare in eterno quello che ha provato mio figlio questa mattina nel vedersi negato il primo giorno di scuola della sua vita». Spiega il preside delle Lambruschini Carmine Villani: «Lo sciopero era nazionale ed è stato indetto come prevede la legge. I genitori – prosegue – erano stati avvisati potevano esserci dei disservizi. Non entro nelle motivazioni perché non è mio compito. Mi spiace per gli alunni e i genitori. Aggiungo che da oggi tutte le lezioni saranno svolte regolarmente». In altre scuola – come confermano le dirigenti – i problemi si sono registrati non per l’intera scuola ma solo per alcune classi: una alle D'Azeglio ( e non alle Collodi) e tre alle Puccini per un totale di un centinaio di alunni che arrivati sulla soglia della scuola con i genitori si sono sentiti dire che per lo sciopero la lezione, e quindi il loro ingresso, era annullato per via dello sciopero. «È vergognoso – scrive in una nota il sottosegretario alla Salute Andrea Costa commentando lo sciopero di alcuni insegnanti e personale Ata no vax che non ha consentito l'apertura dei rispettivi istituti scolastici – come un ristretto gruppo di persone egoiste e irresponsabili impediscano ai giovani studenti, che da mesi aspettavano con impazienza ed entusiasmo la grande opportunità di un rientro in classe in presenza, la possibilità di un inizio di anno scolastico in meritata serenità».


Il Coordinamento Istruzione per la Libertà (CIL) di Livorno e provincia in una nota ripete il proprio no al lasciapassare verde: «Per tutelare nel miglior modo possibile la salute pubblica e consentire davvero lo svolgimento in sicurezza delle attività didattiche chiediamo di mantenere le attuali misure di profilassi: mascherine (anche non chirurgiche), distanziamento, pulizia delle mani e l’introduzione di tamponi salivari gratuiti per tutti i docenti, personale Ata e studenti, considerando che è ormai di dominio pubblico e scientificamente acclarato che, indipendentemente dallo stato vaccinale, tutti possono infettarsi e trasmettere il virus».

© RIPRODUZIONE RISERVATA