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Green pass, a Livorno boom di tamponi: farmacie prese d’assalto da chi non è ancora vaccinato

La farmacia Castelli di via Cairoli. «Vediamo molti prof no vax», racconta il titolare Carlo Montano

Richieste lievitate, in alcune strutture effettuati fino a 100 test al giorno. Scalabrella: «Tre addetti dedicati». San Marco: «Non troviamo personale»

LIVORNO. Turisti disperati e livornesi non vaccinati tutti in coda in farmacia per il tampone necessario per viaggiare, entrare a scuola e fare sport al chiuso. Dal primo settembre la certificazione verde è indispensabile per salire su treni e traghetti, il decreto legge del 23 luglio prevede poi l’obbligo del green pass in “piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, limitatamente alle attività al chiuso”, mentre il decreto del 10 settembre estende l’obbligo della certificazione verdi per l’accesso in ambito scolastico, educativo e formativo anche per i genitori.

Insomma, chi non ha un certificato di esenzione o di rinvio del vaccino (rilasciato dal medico di famiglia sulla base di precisi criteri) ha come unica alternativa quella di presentare un tampone negativo ogni 48 ore. Le persone fragili che non possono essere vaccinate hanno diritto a tamponi gratuiti, tutte le altre devono pagarlo di tasca propria.


I ragazzi tra i 12 e i 18 anni possono rivolgersi alle farmacie aderenti al protocollo del ministero o presso le strutture sanitarie private, autorizzate o accreditate con il servizio sanitario nazionale e autorizzate dalla Regione, per avere un tampone rapido a 8 euro; per chi ha più di 18 anni il test costa 15 euro.

FARMACIA CENTRALE

«Abbiamo riscontrato un problema con gli insegnanti delle scuole, che ci chiedono di poter fare il tampone o la mattina presto o al limite la sera tardi. Da questo punto di vista abbiamo una richiesta notevole», racconta il dottor Vittorio Scalabrella, titolare dell’omonima farmacia Centrale di via de Larderel. «Per far fronte a queste richieste, a cui si sono aggiunte quelle dei genitori che devono accompagnare i figli (sempre a scuola), abbiamo attivato un servizio permanente giornaliero: in tre ce la facciamo, anche se risulta faticoso», aggiunge il farmacista, che descrive così lo stato d’animo dei suoi clienti: «C’è chi si lamenta di questa “campagna dei tamponi”, devo dire che nella maggior parte dei casi si tratta di sfoghi più che comprensibili».

FARMACIA GROSSI

«Con la riapertura delle scuole la richiesta è cresciuta, soprattutto da parte dei neo-genitori che portano i bimbi all’asilo nido: spesso si accalcano, e questo diventa un problema. Domenica poi abbiamo avuto una grande affluenza di ragazzi per esigenze legate ad attività sportive», racconta la dottoressa Rosalba Donnici, titolare della farmacia Grossi di piazza Grande.

«Il 70 per cento dei nostri clienti sono adulti, il resto è costituito dai giovani. Gli anziani invece sono vaccinati oppure semplicemente non hanno necessità di andare nei luoghi dove è richiesto il green pass», continua la dottoressa mentre si rimbocca le maniche: «Noi diamo un servizio, e spesso dobbiamo fare anche gli “psicologi” per calmare chi è agitato. Vorremmo poi assumere nuovo personale, ma ormai nessuno manda più il curriculum».

FARMACIA CASTELLI

«Siamo arrivati a fare cinque o sei tamponi al giorno, e la settimana scorsa erano anche di più. La maggiore affluenza è concentrata nel fine settimana (così le persone possono andare nei luoghi chiusi), anche se tutti vorrebbero farlo il sabato». Alla farmacia Castelli di via Cairoli il dottor Carlo Montano ci regala qualche curiosità: «Qualche no-vax ogni tanto viene, e sono soprattutto professori; fortunatamente nessuno ha provato a farsi fare un referto falso, altrimenti lo avrei mandato via. C’è invece chi chiede lo sconto, ma noi non possiamo: usiamo tamponi più piccoli, costano di più ma sono meno fastidiosi. Ci chiedono anche i tamponi salivari, ma il presidente dell’associazione farmacisti Marco Viti ha ricordato a tutti gli associati che non sono consentiti».

FARMACIA S. MARCO

«La richiesta maggiore, per noi che siamo vicini ai traghetti, arriva dai turisti italiani e stranieri: si aspetterebbero una postazione all’imbarco, ma non trovando niente cercano disperati». Il dottor Marco Lazzerini, titolare della farmacia S. Marco di via Solferino, ha abilitato il servizio di tamponi a due pomeriggi a settimana (il martedì e il venerdì), e spesso è costretto a dirottare i clienti altrove (almeno quelli che non fanno una tratta interregionale, per la quale il green pass non serve): «Negli ultimi giorni l’afflusso degli utenti si è normalizzato, il fatto è che tutti vorrebbero fare il tampone di sabato. Ma l’infermiera libera professionista che svolge il servizio presso di noi è una sola, e noi non troviamo personale per fare sostituzioni».