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Nuovo ospedale di Livorno: il Comune dà all’Asl le aree ex Pirelli e del Parco Pertini

Un elaborato grafico che mostra come dovrebbe diventare l’ospedale in via della Meridiana

In diritto di superficie in attesa di sciogliere il nodo permute. Questo atto apre la strada alla fase della progettazione  della nuova struttura

LIVORNO. L’area comunale di oltre 30mila metri quadri che comprende un pezzo dell’ex Parterre e gli edifici dell’ex Pirelli (sia i capannoni abbandonati in via della Meridiana che la palazzina lato viale Carducci) tra pochi giorni passerà nelle mani dell’Asl attraverso la costituzione di un diritto di superficie che sarà a titolo gratuito e cvarrà cinque anni, fino al 31 dicembre del 2027. Detto così può sembrare un labirinto in burocratese: in realtà è il passo che serve all’azienda sanitaria per poter pubblicare il bando di progettazione del nuovo ospedale, visto che il monoblocco nascerà mangiando un pezzo del parco Pertini.

Di fatto il Comune ha scelto la strada del “diritto di superficie” perché è quella che garantisce in tempi più rapidi alla Asl di avere un titolo per andare avanti con il concorso di progettazione, mentre evidentemente sta andando per le lunghe la strada delle permute che poi formalizzeranno una volta per tutte il passaggio delle aree tra i due enti. Il Comune cederà alla Asl i terreni e i fabbricati che servono per fare il nuovo ospedale e la Asl cederà al Comune un pacchetto di aree e beni di cui si è scritto molto nei mesi passati (si è parlato ad esempio Villa Graziani, in via Gramsci, del decimo padiglione e del centro sportivo di Monterotondo) ma che deve ancora essere messo nero su bianco in via definitiva con le rispettive stime.


La delibera che intanto costituisce il diritto di superficie è stata discussa ieri dalla commissione bilancio presieduta da Stella Sorgente (M5S), in attesa del via libera previsto domani in consiglio comunale. Al centro ci sono oltre 30mila metri quadri di aree tra il Parterre, il viale Carducci e via della Meridiana, con superfici coperte per più di 7.200 metri: sia i capannoni fatiscenti dell’ex Pirelli che la palazzina uffici, la succursale della scuola media Mazzini e l’edificio che ospita le associazioni. Sulla base della stima di massima riportata nella delibera, il valore complessivo è compreso tra i 12 e i 18 milioni di euro.

«Anche se semplice dal punto di vista amministrativo – dice l’assessora al bilancio e al patrimonio Viola Ferroni – questo atto è denso di significato perché consentirà alla Asl di fare la progettazione del nuovo ospedale». Le aree al centro della delibera, aggiunge, «sono già passate al vaglio del consiglio comunale e sono oggetto dell’accordo di programma firmato nel giugno 2020 con Asl, Provincia, Regione e Soprintendenza. Nel lungo periodo saranno cedute alla Asl per il nuovo ospedale». Quindi, riassumendo, «il diritto di superficie varrà per cinque anni, nel frattempo porteremo avanti il percorso delle permute: c’è un’interlocuzione aperta tra amministrazione e azienda per poi presentare il pacchetto completo al consiglio, che ne ha la competenza».

Tradotto: intanto si va avanti, ma per arrivare allo scambio vero e proprio tra enti ci vorrà ancora un bel po’. Dove sta il nodo? A quanto pare sia sui beni da passarsi sia sulla definizione del loro valore. «Per quanto riguarda le stime – riferisce Ferroni – è stato deciso di individuare tre tecnici: uno comunale per le nostre aree, uno dell’Asl per la parte di competenza dell’azienda e un terzo che in maniera super partes valuterà le stime e ne attesterà la congruità». Tutto questo senza dimenticare che nel percorso ha un bel peso anche la Soprintendenza, che deve dire ad esempio se il complesso immobiliare ex Pirelli è sottoposto a vincolo di interesse culturale, «mentre per il parco ci ha già detto di sì e quindi deve autorizzare l’alienazione».

In commissione si accende il dibattito sulla strada del “diritto di superficie”. Valentina Barale (Buongiorno) si dice «contraria, è un’accelerazione, una forzatura del percorso». Andrea Romiti (FdI) ripete che «vogliamo capire bene qual è il valore dei beni, considerano anche che una parte è un parco pubblico che i cittadini non riavranno indietro». «Ci si fermi e si rifletta su questo progetto nel suo complesso», raccomanda Lucia Grassi (M5s). «Non capiamo il perché di tanta fretta considerando che la realizzazione di un nuovo ospedale è fortemente impattante», dice anche Costanza Vaccaro (Lega). «Macché accelerazione, era già scritto tutto nell’accordo di programma», controbattono sia Marco Talini (Futuro) che Paolo Fenzi (Pd), che aggiunge: «Di fronte all’opportunità di costruire un nuovo ospedale, non si deve procedere a tappe forzate ma neppure aspettare altri vent’anni». «Ma attenzione a questo atto che è molto importante», ripete Sorgente evidenziando che «oltre a dare il via alla progettazione, si va a incidere sia sul parco che sui fabbricati delle scuole e delle associazioni», e tra l’altro «andiamo a fare questa cessione di diritto di superficie delle aree senza sapere ancora bene cosa l’Asl ci darà in cambio».

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