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Usura a Livorno, le intercettazioni: «L’ho sfatto, il sangue scorreva a fiumi». Così Polinti puniva chi non pagava

Andrea Polinti

Il 54enne è fra gli arrestati per estorsione: un negoziante lo avrebbe assoldato per riscuotere una somma, poi la violenza

LIVORNO. Lo avrebbe massacrato di botte. Colpendolo in testa pure con il calcio della pistola, dalla quale in quel momento è accidentalmente partito un proiettile che si è conficcato in una parete dell’appartamento. «Piangeva, piangeva in casa. Gliele ho date forte, gli ho sfatto tutto il viso, dovevi vedere il sangue a fiumi. Avrà consumato sette-otto asciugamani. L’ho anche medicato, ma i cerotti non ci stavano».

È un pestaggio cruento, con tanto di arma da fuoco, quello di cui si sarebbe reso protagonista nella notte fra il 23 e il 24 marzo 2018 in un appartamento alle porte del centro Andrea Polinti, il cinquantaquattrenne arrestato due giorni fa (e ora in carcere a Pisa) nell’ambito dell’operazione di carabinieri e guardia di finanza che ha scoperchiato un grosso giro di usura ed estorsione a margine dell’indagine che, dopo 19 anni, ha risolto il giallo dell’omicidio di Alfredo Chimenti, soprannominato “Cacciavite”, ucciso nel 2002 in piazza Mazzini da Riccardo Del Vivo, aiutato da Giornata Lonzi (50 anni, l’uomo che secondo la procura gli ha procurato la pistola con cui ha esploso il colpo mortale all’addome) e da Massimo Antonini (sessantaquattrenne, ritenuta la persona che lo ha accompagnato in scooter), gli ultimi due in cella e il primo, il settantaduenne collaboratore di giustizia, ai domiciliari con il braccialetto elettronico.


Polinti – estraneo all’omicidio – insieme ad altre persone viene intercettato dai militari durante le stesse indagini mentre si accorda con un negoziante livornese (l’imprenditore Romualdo Monti, 56 anni, titolare di Print & Paint Service in via Coccoluto Ferrigni) il quale lo incarica di riscuotere un credito di circa 15mila euro da due persone che Il Tirreno non identifica in quanto vittime di estorsione, reato per il quale sia Polinti che Monti (quest’ultimo è ai domiciliari) sono stati arrestati.

Polinti, conosciuto in città per i suoi modi violenti, incuterebbe timore solo a sentirlo nominare, come confermato da alcune intercettazioni. E la violenza di quel pestaggio ai danni di uno dei debitori, in ritardo nella restituzione delle somme al commerciante arrestato, è direttamente lui a descriverla subito dopo il fatto nel corso di una conversazione in auto con la campagna, Manuela Stroppo, 42enne di Grosseto e residente a Pisa, anche lei da due giorni ai domiciliari: «Dovevi vedere quando l’ho buttato in terra – dice – mi si è strappato tutti i pantaloni, ci ho montato a cavalcioni sopra… vedevo muovere gli occhi». E poi prosegue: «Ho lasciato tutto su in casa, mi sono anche sporcato anche qui, gliele ho date forti…».

L’aggressione – secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo di Livorno, diretto dal maggiore Michele Morelli, in collaborazione con i colleghi della guardia di finanza di Pisa – sarebbe avvenuta alla presenza anche della seconda persona debitrice di Monti e della sua compagna, che abitavano in quell’appartamento. Dopo che – sempre secondo i militari – tutti insieme avrebbero consumato stupefacenti.



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