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Ossa in mare, Dna e lista scomparsi: ecco le chiavi del giallo del Romito

Uno dei reperti recuperati sabato in mare

Il primo passo per risolvere il mistero del ritrovamento di due resti umani (cranio e femore) nella zona del Boccale, sarà compiuto in procura: decidere quali accertamenti eseguire

LIVORNO. Il primo passo per risolvere il mistero del Romito dopo il ritrovamento, sabato mattina, di due resti umani (cranio e femore) nella zona del Boccale, sarà compiuto questa mattina in procura, quando il pubblico ministero Giuseppe Rizzo e il medico legale David Forni si confronteranno su quali accertamenti eseguire. L’obiettivo è quello di dare un nome, nel più breve tempo possibile ai resti trovati in mare da due bagnanti, a pochi centimetri dalla riva a circa un metro mezzo di profondità.

È per questo che la procura – come accade in questi casi – dovrà per prima cosa affidare l’incarico a un esperto di genetica per isolare il Dna dai due reperti. Per poi inserirli nel data base per verificare se esista già un profilo genetico compatibili. Parallelamente sarà stilata una lista delle persone scomparse nella zona della provincia di Livorno negli ultimi anni. A cominciare dai soggetti di cui si sono perse le tracce in mare.


Quattro i nomi su cui in un primo momento si concentreranno gli accertamenti. A cominciare da Antimo Mormile, 22 anni di Altopascio, del quale non si hanno più notizie dal dicembre 2012 quando fu trovata l’auto del padre lungo il Romito, a poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento di sabato, mentre alcuni vestiti del giovane furono rinvenuti in uno spiazzo lungo il sentiero che porta alla Cala del Leone. Ma tra le persone scomparse ci sono anche due velisti. La storia più recente è quella di Pietro Fogliani, imprenditore di Sassuolo. Sono passati tre anni da quel 21 agosto 2018, quando al largo di Vada alcuni bagnanti e surfisti videro una barca a vela alla deriva e avvisarono la capitaneria di porto. Quella barca era la Lulubelle, di proprietà dell’imprenditore un tempo al timone della Ceramica Serra. L’imbarcazione fu trovata deserta e con la cima di un salvagente attorcigliata all’elica. Del velista nessuna traccia.

Come per il collega Michel Thomas, 68 anni, inghiottito dalle onde davanti alle secche di Vada il 19 aprile 2012: stava risalendo la costa a bordo di una barca a vela in compagnia di otto studenti. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.Ci sono poi anche possibilità più lontane che riguardano persone scomparse da molto tempo. A cominciare da David Fedi, in arte Zeb, il writer livornese del quale non si hanno più notizie addirittura da tredici anni fa nonostante gli appelli da parte della madre. La sua auto, tra l’altro, venne ritrovata proprio sul Romito, a Calignaia.

Per verificare la compatibilità del profilo genetico, nel caso non sia disponibili quello della persona scomparsa, sarà necessario prelevarlo dai familiari. Una procedura, per risolvere il mistero, che avrà bisogno di tempo. Forse di mesi.

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