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«Siamo felici, mamma e figlia stanno bene»: nata la bimba della 17enne presa a bastonate

La stanza protetta della questura di via Fiume, dove la diciassettenne è stata ascoltata dagli inquirenti

Livorno, dopo una notte di travaglio è venuta alla luce alle 6.30 di martedì scorso. Il nonno: «Grazie alla città per il sostegno»

LIVORNO. La sua voglia di venire al mondo è stata più forte delle bastonate con cui suo padre, quella maledetta sera di 23 agosto, ha picchiato la mamma diciassettenne che la portava in grembo. Aggiungendo schiaffi, pugni e bruciature di sigaretta all’inaudita crudeltà culminata con l’ennesima denuncia e l’arresto in carcere da parte della polizia. Margherita – è un nome di fantasia – è nata alle 6.30 di martedì scorso dopo mesi di sofferenza e maltrattamenti. E sta benissimo, per fortuna. «Pesa 3,150 chili – dice emozionato il nonno – e sia lei, che la mamma, sorridono e sono in ottime condizioni di salute. Ora siamo qui in ospedale a goderci la nipotina...».

I MALTRATTAMENTI


Il sorriso di questa splendida famiglia arriva dopo mesi di sofferenza. «La prima denuncia – racconta il padre della diciassettenne – risale a marzo. Avevamo chiesto un divieto di avvicinamento a nostra figlia, ma purtroppo inizialmente non è stato concesso. Non c’erano stati episodi violenza gravi come l’ultimo, visto che in quel caso il fidanzato l’ha portata via in macchina picchiandola e prendendola a bastonate, ma comunque a nostro modo di vedere c’erano eccome i presupposti per un provvedimento a nostra tutela. Quel giovedì sera, se avesse trovato me per la strada, non so come sarebbe finita...». La ragazza, poche ore dopo, è stata visitata al pronto soccorso, ascoltata dagli agenti della Squadra mobile (subito e successivamente nella stanza protetta della questura di via Fiume) e ricoverata per due giorni in ospedale. Il martedì successivo, i poliziotti, arresteranno il compagno, 17 anni come lei e residente alla periferia di Pisa, che ora si trova nel carcere minorile di Sollicciano, a Firenze.

IL TRAVAGLIO

Per fortuna, le visite specialistiche, hanno escluso problemi alla gravidanza, in fase conclusiva dato che il momento dell’aggressione è coinciso con l’ottavo mese. Il tempo scadeva il 7 settembre, ma lunedì scorso, alle 20, la diciassettenne ha iniziato ad avvertire i primi sintomi del parto. «L’abbiamo subito portata in ospedale – racconta il babbo – ma ci hanno rimandato a casa dicendo che era troppo presto». Dopo una notte difficile, alle 5 di mattina il nuovo viaggio verso viale Alfieri. Perché evidentemente, tanto presto, prima non era. «Alle 6.30 è nata mia nipote, una gioia immensa dopo quello che abbiamo passato. Dopo le violenze temevamo che potesse perderla, ma i medici ci hanno assicurato che non ci sarebbero state complicanze. E così è stato, li ringrazio.

«GRAZIE LIVORNO»

La famiglia vuole ringraziare i livornesi, che anche in questa circostanza non hanno fatto mancare la vicinanza. «L’affetto della città è stato immenso – rivela – e in tanti ci hanno contattato per esprimerci solidarietà. Ho letto anche i tanti commenti all’articolo del Tirreno e mi sono piaciuti. Ringrazio tutti».

LE INDAGINI

Nel frattempo proseguono le indagini degli inquirenti. «Martedì, al tribunale per i minorenni di Firenze, si terrà l’incidente probatorio – conclude il nonno della neonata – e mia figlia sarà lì per ricostruire ciò che è successo quel giorno. La ascolteranno e ci hanno detto che lui, il ragazzo che l’ha aggredita, non ci sarà».

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