Padre di due bambini muore a 36 anni travolto da un'auto. Il ricordo: "Aveva realizzato il sogno di creare una famiglia"

A sinistra "Gazi", morto a 36 anni. A destra le strisce pedonali (la prima foto concessa dai familiari, la seconda di Daniele Stefanini/Silvi)

Livorno, i familiari piangono "Gazi": "Era sempre allegro e solare". Il conducente, un 33enne su una Porsche, positivo all'alcol test e indagato per omicidio stradale aggravato. Lo ha investito sulle strisce su viale Italia

LIVORNO. Era uscito per trascorrere una serata con i suoi amici alla Terrazza Mascagni. Lasciando, solo per qualche ora, l’amata moglie a casa con il resto della sua bellissima famiglia: un figlio di otto anni e la bambina di appena un mese. Poi, mentre stava attraversando la strada su viale Italia di fronte a via dei Funaioli, un’auto (una Porsche) lo ha travolto facendolo sbalzare sull’asfalto per oltre cento metri.

LA DINAMICA

È una tragedia quella avvenuta attorno alle 3 della notte fra venerdì 20 e sabato 21 agosto sulle strisce pedonali del lungomare. A morire – dopo essere stato trasportato in condizioni disperate al pronto soccorso – un muratore albanese di 36 anni, Gazment Bushi, da tutti conosciuto come “Gazi”. Questo, infatti, è anche il nome che si è dato su Facebook, dove non mancano le foto insieme alla consorte e ai figli piccoli. Il giovane – che lavora nell’azienda edile del fratello, la Edil Bushi – stava attraversando la strada sulle strisce, con il mare alle spalle, per andare a comprare una bottiglietta d’acqua in un locale. Era con un amico sull’attraversamento: quest’ultimo, per fortuna, è riuscito a balzare all’indietro dopo essersi accorto dell’auto in arrivo. Salvandosi. Lui, purtroppo, non ne ha avuto il tempo. Ed è stato centrato in pieno dalla macchina, che viaggiava verso sud a velocità sostenuta. A bordo un trentatreenne originario di Fiesole, in provincia di Firenze, e residente in città, che si è fermato per soccorrerlo. Prima delle strisce c’è il semaforo, che però a quell’ora era con la luce lampeggiante gialla.

GUIDATORE POSITIVO ALL'ALCOL TEST

La polizia municipale, intervenuta per i rilievi, lo ha subito indagato per omicidio stradale aggravato. Il conducente, per altro, è risultato positivo all’alcol test, effettuato attraverso gli esami del sangue al pronto soccorso, e non con l’etilometro. Il valore sarebbe compreso fra gli 0,8 e gli 1,5 grammi per litro, sopra la soglia penale. Per questo motivo, mancando la flagranza di reato, il trentatreenne non è stato arrestato, ma denunciato. Gli agenti locali sono in attesa dei risultati degli esami tossicologici, per appurare esattamente le condizioni in cui guidava.

I FUNERALI

Per “Gazi”, purtroppo, non c’è stato niente da fare. Troppo gravi le conseguenze dell’incidente: il violentissimo trauma cranico, infatti, non gli ha dato alcuna speranza. I volontari della Misericordia di via Verdi, prontamente intervenuti sul posto con il medico del 118, sono riusciti attraverso il massaggio cardiaco a trasportarlo vivo in ospedale. Lì, purtroppo, la tragedia pochi minuti dopo l’arrivo. La salma è stata restituita ai familiari dal pm di turno, Giuseppe Rizzo, e i funerali si svolgeranno lunedì 23 agosto alle 11.30 al cimitero dei Lupi. L’incidente è stato ripreso da una telecamera del Comune, il cui video è stato acquisito dagli inquirenti. Per altro, gli amici di Gazment, hanno visto tutto. Il giovane muratore, terzo di cinque fratelli, era in Italia oltre 20 anni. Il figlio di otto anni era particolarmente legato a lui. E fino all’ultimo nessuno gli ha voluto dire della scomparsa di “Gazi”. Nessuno ha il coraggio di dirgli che non vedrà più il suo amato padre.

IL RICORDO DEI FAMILIARI

 «Era sempre solare, allegro, pieno di vita, con tantissima voglia di vivere, di divertirsi con gli amici, festaiolo e allo stesso tempo anche tanto attaccato alla famiglia, ai fratelli, alla sua bellissima moglie Mirela, con la quale era riuscito finalmente a realizzare il sogno di creare una famiglia». È così che la famiglia ricorda Gazment Bushi, il muratore albanese morto nella notte fra venerdì e ieri a 36 anni dopo essere stato travolto da un’auto su viale Italia, mentre stava attraversando sulle strisce pedonali di fronte all’incrocio con via dei Funaioli. Sono i genitori Vath e Bejaze – arrivati ieri col primo aereo dall’Albania, visto che la famiglia è originaria di Durazzo – i fratelli Admir, Ervin, Bledar e Laurent e i nipoti Amanda, Alessia, Aaron, Edoardo, Sandy, Megan e Sara a scrivere queste bellissime parole. «Otto anni fa è nato il primo figlio – proseguono – il quale è sempre stato innamorato pazzo del suo babbo e al quale ancora nessuno ha avuto il coraggio di dirgli cosa è successo, e dopo anni che desiderava una figlia, finalmente un mese fa era nata la sua principessa, che già da ora riconosceva il suo babbo appena lo vedeva. Purtroppo il destino gli ha fatto vivere così poco la sua piccolina. Tutti lo ricordano per il grande cuore che aveva». Il funerale del trentaseienne si svolgerà lunedì 23 alle 11.30, al cimitero dei Lupi. La camera ardente, invece, sarà aperta dalle 9 alle 11 alla cappella dell’ospedale, in viale Alfieri. La procura non ha richiesto l’autopsia, quindi la salma è stata restituita ai familiari.