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Papa "l’influencer": a Livorno gli accendini con la sua faccia diventano moda

Gli accendini personalizzati di Papa Mbathie che stanno andando a ruba in città e il 34enne Papa Mbathie con alcuni ragazzine in Venezia

Classe 1986, racconta la sua storia e come è nata l'idea personalizzare gli accendini

LIVORNO. Occhi sorridenti e espressione che ricorda quella di un ragazzino curioso, con la voglia di mettersi alla prova. Si chiama Papa Mbathie arriva dal Senegal e vive a Livorno da circa 12 anni ed è conosciutissimo in città.

Classe 1986, 34 anni, Papa, come lui stesso spiega, è un volto noto tra i livornesi.


«Capita – spiega – di camminare lungo il marciapiede di qualsiasi strada e di salutare minimo due o tre persone». La storia di Papa è quella di un ragazzo che, dopo una laurea in Lingue, decide di arrivare in Italia per trovare un lavoro come insegnante di arabo, esperienza che colleziona nel suo curriculum.

«Sono in Italia da 12 anni – racconta Papa – e sono sempre stato a Livorno. Sono laureato in Lingue, mi sono laureato a Tunisi: parlo, oltre il senegalese, l’arabo, il francese, lo spagnolo e un pochino di inglese. Dopo tre mesi dall’arrivo in Italia ho preso tutti i documenti necessari per vivere qua; sono in procinto di fare domanda per ottenere la cittadinanza che, tra quattro anni, dovrebbe arrivare. Dopo la laurea sono tornato in Senegal dove, per sei mesi, ho fatto l’insegnante di arabo, successivamente ho deciso di partire alla volta dell’Italia per cercare un lavoro come insegnante».

Papa colleziona, dal suo arrivo a Livorno, diverse esperienze lavorative. «Per un anno – spiega – ho fatto volantinaggio a Pisa e, mentre facevo volantinaggio, vendevo anche gli accendini, soprattutto durante il fine settimana, il venerdì e il sabato quando la città, di sera, si popola di gente. Adesso lavoro in uno stabilimento balneare a Tirrenia e anche lì mi conoscono tutti: so fare tutto, quindi mi do da fare come tuttofare».

Da quando è a Livorno, Papa vende gli accendini, esclusivamente quelli. E basta. E quelli di Papa sono accendini molto particolari.

«Sugli accendini che vendo – spiega Papa – è rappresentata la mia immagine e anche il mio nome. Poi esiste un’altra variante degli accendini su cui è riprodotta la foto di una mano, la mia, che stringe un’altra mano, ovvero quella del mio amico Stefano. Un immagine di integrazione». E ancora: «Quella di vendere gli accendini – aggiunge Papa – è una idea che ho raccolto dai ragazzi di Livornogramm: due anni fa, a Effetto Venezia, ho venduto i loro accendini personalizzati che ebbero molto successo. Conosco i ragazzi di Livornogramm, sono molto bravi e organizzano un sacco di iniziative».

Sono diversi i luoghi in cui Papa vende i suoi accendini: lungo la Venezia, ma anche al moletto di Antignano, e alle Fortezze. Insomma, nei luoghi più battuti dal popolo livornese durante la sera, specie d’estate si vendono gli accendini di Papa.

«Gli accendini personalizzati – continua Papa – li vendo da più di un mese: è una formula che funziona, gli accendini mi vengono molto richiesti. Alla vendita degli accendini accompagno anche qualche battuta e mi piace aiutare le persone che si trovano in difficoltà, magari stemperando le tensioni che, spesso, mi accorgo che ci sono tra le coppie».

Papa ha scelto Livorno per abitare. Sotto consiglio di un amico che già viveva in città.

«Livorno – aggiunge – mi piace tutta, non c’è un posto che preferisco, è una città in cui mi trovo molto bene, dove ho tante amicizie, dove tutti mi conoscono. I livornesi sono molto aperti, mi piace interagire con la gente. Non ho mai avuto problemi con nessuno e, anche quando si creano situazioni un po’ complicate, io cerco di rispondere col sorriso o smorzando. Se vedo che c’è un problema, io cerco di aiutare sempre». Che progetti ha per il futuro Papa? «A Livorno mi vogliono molto bene – conclude Papa – ma io spero di tornare in Senegal dalla mia famiglia, dove vado ogni anno, e dove spero di tornare a insegnare». —

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