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Ippodromo Caprilli, il pasticcio della prima corsa

Una corsa al galoppo al Caprilli

No di allenatori e fantini: «Non ci sono le condizioni». Il Comune: «C’è l’ok del Mipaaf». Poi si tratta: rinvio al 15 agosto

LIVORNO. L’apertura domenica del Caprilli per le corse al galoppo diventa un caso. Con evoluzioni e rapidi cambiamenti nel giro di poche ore. Fino a tarda serata. Si corre domenica, non si corre più. Si corre (forse) il 15 agosto. Facciamo il punto.

Dopo aver incassato l’okay del Mipaaf (il ministero che si occupa anche di ippica e di equitazione) nel sopralluogo di lunedì, l’amministrazione comunale si trova il fronte contrario di fantini, allenatori e gentleman. L’incontro di ieri pomeriggio all’ippodromo, alla presenza del sindaco Luca Salvetti, del consigliere comunale Enrico Bianchi (che è stato giudice di gara nelle corse al galoppo), dei rappresentanti di categoria di allenatori, fantini e gentleman nell’ordine Devis Grilli, Domenico Migheli e Andrea Picchi, finisce male. Nel senso che i rappresentanti del mondo del galoppo dicono al sindaco che non ci sono le condizioni per correre. Gli stessi rappresentanti, al termine del confronto, non rilasciano dichiarazioni. Ma da quanto siamo riusciti a ricostruire viene giudicato non idoneo lo stato della pista che presenterebbe- secondo allenatori, fantini e gentleman - avvallamenti e buche ed è priva di manto erboso. Non possiamo mettere a repentaglio i cavalli e i fantini, spiegano i rappresentanti. Si sarebbe parlato anche di condizioni inadeguate degli spogliatoi, di problemi con le gabbie dei partenti, di una struttura complessivamente non pronta per le corse. Le categorie faranno adesso una relazione che invieranno all’associazione Nazionale Galoppo in cui danno parere negativo allo svolgimento delle corse domenica al Caprilli.

Una doccia fredda, questa, che complica i progetti per un’inaugurazione domenica prossima (l’orario stabilito era alle 17,30). L’amministrazione comunale, tuttavia, va avanti spedita. Anche se il no delle categorie scatena polemiche che travalicano i confini livornesi ed approdano a Rom, proprio nella sede del governo nazionale dell’ippica. Nella tensione che si è accresce dopo il burrascoso incontro di ieri, c’è chi accusa allenatori e fantini di dire di no a Livorno per correre invece in altri ippodromi (domenica si galoppa a Merano, dove notoriamente ci sono montepremi interessanti). Accusa respinta al mittente dalle associazioni. In tarda serata, dopo il sindaco era stato lapidario: «Per noi vale quello che ha detto il ministero», arrivano notizie da Roma. Si tratta per una mediazione. L’ipotesi sul campo che Ministero e categorie discutono col gestore del Caprilli (la Sistema Cavallo srl di Silvio Toriello) è un rinvio dell’apertura ufficiale al giorno di Ferragosto e una "corsa prova" per saggiare le condizioni del campo da disputare nella giornata di sabato. Accordo fatto? Oggi ne sapremo di più. --

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