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Altri negozi in arrivo in tre maxi-fabbricati vicino al Parco del Levante

La riproduzione al computer con i tre nuovi blocchi commerciali previsti ad ovest della Coop al Parco Levante

Livorno, via della giunta alla convenzione con le Ninfee Srl per edificare 12mila mq. Si allarga (fra le polemiche) l’area commerciale. Ecco cosa e come cambia

LIVORNO. E così, mentre l’apertura di Esselunga con i suoi 4.500 mq del supermercato riaccende il dibattito sulle ricadute della grande distribuzione nei confronti del piccolo commercio, ecco in arrivo una notizia che di certo spiazzerà i negozianti livornesi: a fianco del Parco del Levante si dà il via ad una nuova operazione commerciale. Che poi, per la verità, tanto nuova non è (è inserita nel piano attuativo di 13 anni fa). Solo che in questo periodo, e soprattutto dopo le polemiche post alluvione, era stata congelata e riposta nel cassetto, mentre già si scatenava la guerra tra gli "iper". La giunta comunale, oggi, apre quel cassetto e sblocca il macrolotto Dir 1 A, 12.000 mq di capannoni del Nuovo Centro inseriti all’interno del Piano Attuativo approvato nel 2008 e scaduto nel 2018. Una nuova massiccia edificazione ad ovest del supermercato Coop, nell’area dove l’8 aprile 2010 fu sottoscritto l’accordo fra Unicoop Tirreno e Fremura (per quasi 32 milioni) che sanciva, di fatto, la nascita del Parco Levante alla porta sud della città, 41mila mq di aree occupate per 10.430 dal centro commerciale. E chiudeva definitivamente le porte al progetto di Bernardo Caprotti di insediare qui il marchio Esselunga.

Del via libera alla convenzione fra la società Le Ninfee - proponente del Piano Nuovo Centro e che fa capo alla famiglia Fremura - e il Comune di Livorno, ne ha dato notizia nell’ultimo consiglio comunale l’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani. Sottolineando, in sostanza, che non c’è nulla di nuovo rispetto a quanto stabilito in passato e che caso mai si dimezzano le previsioni urbanistiche che indicavano, per il lotto in questione, 24mila mq. «Qui discutiamo - ha detto Viviani - di uno schema di convenzione che dovrà essere firmato. Stiamo parlando del piano attuativo la cui ultima approvazione è del 2008, scaduto nel 2018. In quell’occasione la giunta approvò il progetto per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e, nel giugno, la convenzione, che fu sospesa perché rinviava ad un obbligo aggiuntivo in relazione alla pericolosità idraulica». Cos’è cambiato in questo lasso di tempo? «Il piano strutturale del 2019 -ha spiegato Viviani - risolve le problematiche di carattere idraulico per cui non ci sono motivi ostativi a procedere». E così, in effetti, sembra essere dal momento che doveva essere prodotto "un atto aggiuntivo una volta intervenuta, a conclusione degli studi e degli approfondimenti condotti dal Genio Civile, la definizione delle aree classificata a pericolosità idraulica".

Il punto però è un altro _-dicono le forze di opposizione - e cioè: era opportuno procedere con questa nuova edificazione di fabbricati commerciali? Quale è l’interesse pubblico di questa operazione, peraltro pienamente legittima sulla carta e rispettosa dell’iter autorizzativo ma da un impatto evidente sul tessuto commerciale? L’assessora fa notare che intanto le previsioni originarie per il macrolotto Dir A 1 si dimezzano, passando da 24mila a 12mila con il proponente - Le Ninfee srl _ che rinuncia alla metà. «Inoltre le opere di urbanizzazione previste saranno realizzate e parametrate su 24.000 mq». E tra queste c’è anche un nuovo parcheggio (sulle carte indicato come parcheggio B) a servizio delle nuove unità abitative realizzate verso via dei Pelaghi. In convenzione si stabilisce anche l’acquisto di una piccola area a margine del macrolotto e di proprietà del Comune di Livorno, un incremento del verde pubblico, la manutenzione di alberature di pregio e, soprattutto, la presentazione di un piano unitario per tutta l’area. Si prevede inoltre la possibilità di "rimodulare" la convenzione oggi in essere fra le parti.

Venerdì scorso, in aula, le opposizione (soprattutto M5S, Buongiorno, Potere al Popolo), hanno duramente bocciato la scelta di procedere con la firma della convenzione. Ritengono inopportuno "nuovo cemento". Con critiche diverse, peraltro: dall’interesse pubblico che non ci sarebbe (Sorgente), alle precarietà idrauliche del territorio (Trotta). Polemiche destinate a non esaurirsi qui. --

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