Troppi incidenti, è allarme sicurezza sul viale Italia: «Attraversare qui è diventato un incubo»

Sale la rabbia della gente dopo l’ennesimo investimento: invocate misure urgenti: «Troppe persone travolte, non si può rischiare la vita così»

LIVORNO. «Ora basta, questa situazione deve finire». Lo ripete più volte Mario Marradi, 70 anni, livornese che si fa quasi portavoce della rabbia dei cittadini che ormai prima di attraversare su viale Italia guardano su entrambi i lati della strada almeno una manciata di volte. «Ma è possibile? Quello di ieri (venerdì, ndc) è stato l’ennesimo incidente: da tempo va avanti una situazione difficilmente sostenibile, solo in poche settimane ho perso il conto delle persone investite o degli incidenti sul viale. Ben vengano i dossi, gli attraversamenti e tutto ciò che è necessario perché sì, siamo arrabbiati», dice mentre si riferisce all’ultimo episodio in ordine cronologico. Sono da poco passate le 19 di venerdì scorso: all’altezza dei Bagni Fiume nonno, nonna e nipotino attraversano la strada sulle strisce e vengono travolti da un motorino con a bordo due giovani che arriva in direzione centro da Antignano, per intenderci (come scriviamo a parte).

«Guarda, ho aiutato una signora anziana ad attraversare poco fa, altrimenti sarebbe rimasta a bordo strada per ore probabilmente, sotto il sole. Per questo dico: qualsiasi cosa, purché funzioni», racconta e incalza ancora Marradi, sintetizzando gli umori del lungomare di un sabato mattina estivo tra gli slalom delle moto, la ricerca del parcheggio a pochi metri dal mare e il via vai di pedoni-bagnanti. C’è chi mette la faccia e chi no, ma rilascia comunque la propria idea sul tema che puntualmente si ripropone in estate con il traffico in aumento sul lungomare: «Ci stavano per prendere poco fa, mentre attraversavamo, ormai è infattibile», fa sapere una coppia proprio a pochi passi da dove è successo l’incidente di venerdì.

Il fil rouge che emerge dalle varie voci ha i contorni della rabbia e della rassegnazione sulle quali soffiano i numeri degli incidenti dell’ultimo periodo. Per il resto le voci labroniche del lungomare sui perché e sugli interventi si dividono. È una pioggia di misure urgenti caldeggiate e auspicate, tra i “pro” rilevatori della velocità e chi invece vira su una questione di mentalità. «Direi più controlli e più strisce pedonali: rialzate, se funzionano; potrebbe essere un’idea perché bisogna smorzare in un modo o nell’altro la velocità. Però non è il solo, viale Italia, a essere pericoloso, da piazza della Repubblica in poi ci sono diversi nodi», aggiunge e suggerisce Monica Desideri.

«Per il caso specifico dei Bagni Fiume credo che la rotonda a ridosso delle strisce possa essere pericolosa. Gli autovelox possono essere un buon deterrente, ma con il passare degli anni, se fissi, lasciano il tempo che trovano. Il vero cambio di passo è quello della mentalità, ci vuole un’attenzione diversa alle regole: vedo troppa fretta alla guida e non aiuta quando il traffico è così caotico come qui l’estate», riflette Sarino Trimboli, una vita, spiega, passata alla guida per lavoro e nelle strade di buona parte d’Italia (e non solo). Ad aggiungersi a chi pensa che la soluzione non sia dietro l’angolo e non sia raggiungibile “solo” con qualche misura come rilevatori e sanzioni, è anche Renzo Guarducci: «Mi auguro che gli attraversamenti pedonali rialzati funzionino davvero, ormai ogni giorno si legge qualcosa su viale Italia: adesso bisogna trovare la quadra. Quale? Non è scontata e non sarà unica: la parola d’ordine dev’essere attenzione alla guida, da parte di tutti», insiste.

Per altri, invece, la ricetta è decisamente più prosaica e gli interventi da mettere in campo, per avere un riscontro già nel breve periodo, devono prevedere in qualche modo sanzioni. «Inutile girarci intorno, a volte assistiamo a inversioni a metà viale... Adesso speriamo che facciano presto per gli altri attraversamenti rialzati, anche se l’unico metodo forse sarà quello dell’autovelox, solo così le persone capiscono», sottolinea Matteo Fornai. «Gli autovelox? – chiosa Giovanni Casalini – Potrebbero essere un’idea per provare a fare qualcosa, sicuramente non ci sono soluzioni semplici. Ma bisogna imparare ad andare meno veloci». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA