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Tetto crollato all’asilo: quattro indagati, via alla super perizia per capire le cause - Video

Un veduta dall’alto del tetto crollato sull’asilo di via Michon

Livorno: sopralluogo dei consulenti della pm all’Isola che non c’è. Al termine degli accertamenti ci sarà il dissequestro

LIVORNO. In via Michon il tempo si è fermato alle 17.20 di mercoledì 13 maggio. Oggi, dove giocavano e crescevano i bambini iscritti all’asilo nido privato “L’isola che non c’è”, ci sono solo macerie: mattonelle spezzate, pezzi di intonaco verde accatastati. E i resti degli armadietti che fino a quel giorno contenevano vestiti e giochi dei piccoli che frequentavano le tre classi. Poi quello scricchiolio sinistro. E il tetto, oltre dieci metri quadrati della terrazza del B&B, che si piega come un pezzo di carta velina e viene giù, proprio in prossimità dell’ingresso della struttura. La prontezza delle maestre che portano in salvo i pochi bambini rimasti all’interno a quell’ora passando dall’altro ingresso, in via Indipendenza e (per una volta) un po’ di fortuna, evitano la tragedia. «Siamo state fortunate – raccontava al Tirreno una delle insegnanti poche ore dopo la paura – visto che fino a cinque minuti prima ne avevamo fatti uscire tanti altri dall’ingresso principale, che ora non esiste più...».

IL SOPRALLUOGO


Ieri a distanza di due mesi e mezzo dall’incidente l’inchiesta sulle cause e le eventuali responsabilità di quel crollo ha imboccato una strada precisa: l’affidamento dell’incarico da parte della procura a due esperti per dare una spiegazione a quello che è accaduto. Quattro le persone iscritte – a garanzia delle stesse che hanno potuto così nominare consulenti propri – nel registro degli indagati.

Si tratta di Maurizio Guetta, 72 anni, proprietario dell’immobile, dei due figli che hanno una quota nella proprietà e di Martina Perassi, 35 anni, titolare della società Smack, che gestisce l’asilo e affittuaria dei locali sempre di proprietà della famiglia Guetta. Ieri mattina, proprio l’imprenditrice, ha aperto ai consulenti e ai vigili del fuoco la porta d’ingresso che dà su via Indipendenza per effettuare i rilievi irripetibili richiesti dalla pubblico ministero Sabrina Carmazzi, titolare del fascicolo aperto per « crollo colposo».

Livorno, lo spaventoso crollo nell'asilo di via Michon



REAZIONI E IPOTESI

«Ci hanno detto – spiega Perassi – che nel momento in cui queste verifiche saranno ultimate l’immobile potrà essere dissequestrato per cominciare i lavori di ristrutturazione. Ovviamente per quest’anno non riapriremo, ma speriamo di farlo a settembre del prossimo anno. La cosa che ci preme di più – conclude – è fare chiarezza su ciò che è accaduto e anche sulle responsabilità». L’ipotesi che i vigili del fuoco e della sezione di polizia giudiziaria della municipale ritengono maggiormente probabile è quella che nel corso del tempo le infiltrazioni di acqua abbiano compromesso la stabilità della struttura. Poi, il peso delle piastrelle sistemate sulla terrazza avrebbero fatto da detonatore per il crollo. Tutte ipotesi che dovranno essere verificate dagli esperti della procura che avranno novanta giorni per depositare la loro relazione.

Spiega l’avvocato Francesco Agostinelli che difende la famiglia Guetta: «I miei clienti si sono messi a disposizione dell’autorità giudiziaria fin da subito per chiarire quelle che sono le cause del crollo. Inoltre i proprietari dell’immobile si sono attivati in sede civile per fare eseguire un accertamento tecnico preventivo, una consulenza anticipata, esterna al procedimento, e contribuire a fare chiarezza sulle cause. Noi – conclude – non abbiamo puntato il dito su nessuno, vediamo cosa emerge per individuare le cause. Ecco perché siamo fiduciosi negli accertamenti che eseguirà l’autorità giudiziaria in questa fase».

Per capire di più servirà altro tempo. Per passare da via Michon e non pensare a cosa sarebbe potuto accadere è meglio aspettare che le macerie vengono tolte . –



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