Bagno di folla a Livorno per re Giorgio. Chiellini: «Il mio sogno azzurro è iniziato qui da bambino»

Il capitano della nazionale  campione d'Europa prima in Comune dal sindaco e poi al museo di Città per la mostra di Mario Puccini

LIVORNO. Il giorno di Giorgio Chiellini a Livorno. Prima una cerimonia in comune prima, dove viene “premiato” con alcune prestigiose onorificenze dal sindaco Luca Salvetti. E poi una passeggiata fino al museo della città: qui il campione saluta una folla di bambini intervenuti per incontrare e chiedere una foto al loro idolo; quindi visita la mostra dedicata a Mario Puccini.

«Ho avuto la fortuna di vivere un mese e mezzo in una sorta di bolla - dice -, in un crescendo di emozioni che mi hanno portato a realizzare qualcosa impossibile da sognare, neanche da bambino. Alzare la Coppa Europa da capitano della nazionale di calcio».

L’amore viscerale per la città. «Livorno rimane il mio angolo privato, il posto dove il calciatore si mette da parte, vive con la famiglia, riesce a staccare dalle tensioni. Mi ricarico con un po’ di salmastro: perché Torino è bella ma il mare manca troppo. E ogni volta che torno qui esco e percorro lo stesso tragitto: passo dallo stadio, vado lungomare, e torno verso casa. Vedo posti che mi hanno dato tanto e mi ricordano l’essenza di quello che siamo, le emozioni che avevo da bambino. Quelle che ti fanno raggiungere traguardi importanti e superare le difficoltà della vita. Tutto è cominciato qui quando avevo 16 anni, nel Livorno di Igor Protti e Osvaldo Jaconi».