Da dipendente a proprietario del bar: la sfida di Nicola con la “Caffetteria Damè”

Dopo anni di gavetta ed esperienze in locali prestigiosi cittadini l'inauguarazione in via Torino: «La pandemia non mi ha  fermato, credete nei sogni»

LIVORNO. Coltivare i sogni e prepararsi. Credere nelle proprie capacità e mettersi in gioco. Li ha “shakerati” tutti questi ingredienti Nicola Falleni: il risultato è che finalmente da oggi avrà un locale tutto suo. In via Torino. L’orizzonte, il suo, sta prendendo forma e si guarda oltre la pandemia e la crisi. Dopo anni di gavetta ed esperienze in locali prestigiosi cittadini. E non solo. «Spero che sia il primo di una lunga serie di locali», dice il 25enne. È un giovane che ci prova. E il risultato si chiama “Caffetteria Damè”: taglio del nastro avvenuto sabato 24 luglio.

Una sorta di open bar con dj set sarà allestito per festeggiare questo giovane livornese che indossa la nuova casacca di imprenditore. Ieri dipendente, oggi al timone di un locale tutto suo. «Praticamente sono cresciuto dietro alla macchinetta del caffè tra i profumi di paste e dolciumi – racconta con orgoglio Falleni – I miei genitori hanno avuto per 6 anni il bar Montebello e il prossimo anno festeggiano 20 anni dietro al bancone del bar Montegrappa in via Fiume». Buon sangue non mente: Nicola Falleni ringrazia la mamma Letizia Zucchelli e il babbo Stefano Falleni per avergli insegnato il mestiere.


Il suo nuovo locale, tra il quarzo bianco e gli inserti in legno rovere massello, servirà specialità create proprio dal giovane imprenditore: «I nostri pezzi forti saranno i tramezzini a tre strati, con la terza farcitura e inoltre faremo gli aperitivi molecolari». Tra novità, caffetteria con la tecnica del “latte art”, aperitivi, pranzi veloci, salati creativi: il nuovo locale di via Torino rappresenta un trampolino di lancio per il 25enne.

«Mi aiuterà anche mia sorella Ilaria Tabani», continua.Ma il suo amore per questo lavoro da dove arriva? Lo racconta con orgoglio Falleni. « In passato ho lavorato come responsabile allo Yacht Club Marina di Pisa e anche in altri locali del litorale – e prosegue – Le mie ultime due esperienze prima di lanciarmi in questa avventura tutta mia ero responsabile barman allo Chalet della Rotonda di Ardenza e poi gestivo il banco alla pasticceria Cristiani».

Questo per dire che la preparazione di Falleni c’è. «Lavorare non mi spaventa – e va nello specifico – Ho sempre lavorato in locali importanti dove c’è un grande via vai di persone». Ma da dove arriva il nome della sua caffetteria che vedrà un connubio di alta caffetteria e buon bere? «Era due anni che pensavo a trovare una situazione giusta per cominciare – e chiude – Una sera tra amici pensavamo che nome potevamo dare al locale e abbiamo scelto questo». —

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