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Troppi incidenti, il lungomare di Livorno a trenta chilometri orari: ecco il piano del Comune

Un controllo con l’autovelox sul lungomare

Dove si fanno gli otto attraversamenti rialzati, corsie per svoltare a sinistra. Dopo due anni di studio l’assessora promette i primi due lavori per agosto

LIVORNO. Viale Italia a 30 km orari. L’obiettivo si raggiungerà non con un provvedimento specifico ma con una serie di interventi sistematici che s’inquadrano nel piano di “traffic calming”, anglicismo che l’amministrazione comunale richiama per indicare interventi che dovranno ridurre la velocità delle auto e delle moto. Se n’è parlato nel pomeriggio di mercoeld' 21 luglio nella riunione della sesta commissione, presieduta dal consigliere Piero Tomei (Pd), alla presenza dell’assessora alla Mobilità Giovanna Cepparello.

Tema della sicurezza di Viale Italia e discussione sollecitata da una comunicazione del Movimento 5 Stelle nell’ultimo consiglio anche in seguito ai recenti gravissimi incidenti che si sono verificati su questo tratto di lungomare. Ed è in questa occasione che sono emersi, finalmente, numeri e un cronoprogramma, al termine di una fase di studio che Cepparello ritiene fondamentale, conclusa con l’adozione del Pums (il piano della mobilità sostenibile). Una fase di impegni e promesse, probabilmente fin troppo lunga, senza predisporre interventi e che oggi – assicura Cepparello – troverà concretezza con la realizzazione di otto nuovi attraversamenti pedonali rialzati che, nelle previsioni della giunta, dovranno funzionare come “un intervento sistematico per ridurre la velocità sul viale”. I primi due attraversamenti saranno realizzati davanti alla spiaggia dell’Accademia e alla confluenza con via Randaccio. «I lavori sono stati assegnati – dice Cepparello _ e partiranno la prossima settimana. Il costo è di 40mila euro, saranno realizzati con una resinatura di colore rosso, i primi due saranno relativamente vicini tra loro proprio per consentire a chi viaggia di decelerare. Entro il mese di agosto saranno completati».

A seguire partiremo con gli altri sei, che sono già progettati. Ecco dove saranno posizionati: uno all’incrocio con via Forte dei Cavalleggeri, uno di fronte alla Terrazza Mascagni all’altezza della yogurteria, un altro all’incrocio con via Lepanto, un altro davanti ai Bagni Fiume, un altro ancora davanti al bar oasi (zona Baracchina Rossa), “dove c’è già uno degli attraversamenti pedonali più utilizzati del lungomare” ricorda l’assessora, l’ultimo poco prima (a nord) della Rotonda. Successivamente saranno messe in campo azioni analoghe anche per il viale di Antignano, garantisce Cepparello. Che ricorda comunque come questi non saranno gli unici interventi programmati per il lungomare. L’altro aspetto, quello degli incroci pericolosi – sottolineato anche dallo stesso Tomei – (“va affrontato il problema degli incroci a raso...”). Su questo la giunta garantisce la realizzazione di corsie di accumulo dove si agevolerà “la svolta a sinistra”. Sulla necessità di sanzionare comportamenti scorretti e utilizzare di più l’autovelox, l’assessora ha spiegatto che fino ad oggi l’unico tratto su cui - rispettando la normativa - si poteva predisporre l’apparecchio era quello davanti all’Accademia.

«Oggi, con la nuova normativa – dice Cepparello – stiamo verificando se è possibile utilizzarlo in altri luoghi». Il dibattito ha visto intervenire , oltre a Tomei (che ha chiesto anche spartitraffico per impedire inversioni ad “u”), anche Daniele Tornar (Pd) che ha tratteggiato un quadro di una città “in cui il rispetto degli altri viene meno” e Luca Vecce (M5S) che ha invitato a prendere in considerazione misure anche per il tratto davanti ai Pancaldi e l’urgenza di fare presto, oltre ai primi due, anche per gli altri sei attraversamenti pedonali. Cepparello ha ricordato che la priorità degli interventi è stata decisa sulla base di uno studio sul numero degli incidenti che indicava proprio il tratto davanti alla spiaggia dell’Accademia come tra i più a rischio. Quanto ai tempi per gli altri sei attraversamenti, l’assessora ha garantito che i progetti sono già in corso. —

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