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Idea del vescovo di Livorno: farò un pub-discoteca e per i poveri un supermercato senza soldi

La conferenza stampa nella sede della Caritas con i dirigenti di Banco Bpm e il vescovo Giusti con Paolo Brosio

I nuovi progetti di monsignor Giusti: il raddoppio del polo Caritas di Corea ancora sospeso («Stiamo aspettando da lungo tempo i permessi del Comune»)

LIVORNO. Idea numero uno: un supermercato senza soldi riservato alle persone bisognose. Idea numero due: un pub-discoteca con palco di musica live che funzioni come polo di aggregazione giovanile. Idea numero tre: una rete di appoggio ai detenuti in uscita dal carcere. Idea numero quattro: l’organizzazione di misure alternative alla galera. Idea numero cinque: la casa-famiglia Papa Francesco per ragazzi senza genitori avrà una versione bis per la fascia 12-18 anni. Saltano fuori dal cilindro del vescovo Simone Giusti in un doppio appuntamento nel segno della solidarietà: prima, in curia, con le “Olimpiadi del cuore” di Paolo Brosio; poi, nel quartier generale Caritas in Corea, insieme a un gruppo di dirigenti di Banco Bpm, a cominciare da Adelmo Lelli, responsabile della direzione territoriale tirrenica.

Il “supermercato senza soldi” è previsto nell’edificio che dovrebbe raddoppiare la Caritas di via La Pira, là dov’era il Villaggio Scolastico dell’indimenticato prete-coraggio don Alfredo Nesi.


SUPERMERCATO CARITAS

«Avrà un aspetto molto simile a quello di un normale supermercato, – spiega Guido de Nicolais, direttore della Fondazione Caritas – solo che alla cassa non si pagherà con i soldi bensì con i punti». L’accesso sarà riservato a persone in disagio sociale seguite dai servizi sociali e avverrà tramite tessera con codice a barre. Obiettivo: aiutare a fare la spesa in modo intelligente. L’esperienza di chi sta quotidianamente nella trincea del volontariato insegna che spesso non solo mancano i soldi ma anche la capacità di spenderli con giudizio: evitando magari abusi poco salutari, primo fra tutti l’alcol.

Il supermercato sarà l’altra metà del polo mensa, e non è un caso: si può contare su celle frigo già esistenti. «Possono essere utili – spiega Giusti – anche per mettere da parte i prodotti ittici che la Capitaneria ci gira in caso di sequestri oppure quel che ci viene portato dalla Coldiretti».

Nell’edificio bis da costruire la diocesi immagina di ospitare anche qualcos’altro di legato all’assistenza e ai diritti del cittadino. Gli esempi li fa don Luciano Cantini, presidente della Fondazione Caritas: studi medici o patronati, tanto per dirne un paio. De Nicolais ricorda «gli “invisibili” privi anche dell’identità digitale, dunque in difficoltà anche solo per prenotare la vaccinazione».

Già adesso la Fondazione Caritas offre a chi è in difficoltà un aiuto sul fronte del cibo. Come, ad esempio, la mensa che «fornisce ogni giorno 70-90 pasti» (quest’anno con una formula inedita: i tavoli sono al fresco sotto i pini, l’hanno chiamato “bagno La Pira”). Quasi altrettanti sono quelli portati a domicilio dall’organizzazione ecclesiale. C’è un ulteriore filone ed è quello dei pacchi alimentari: ma il progetto del “supermercato senza soldi” nasce proprio per offrire anche cibi freschi e andare così al di là dei limiti della formula, visto che i pacchi sono costituiti soprattutto da pacchi di pasta e scatolame.

GLI AIUTI DI BANCI BPM

La mensa è stata riorganizzata per far fronte all’emergenza Covid: grazie al contributo di Banco Bpm sono stati acquistati una termosaldatrice per confezionare i pasti e mantenerli caldi, un abbattitore di temperatura per alimenti, un’affettatrice e alcune piastre elettriche per cucinare. Lelli sottolinea l’«impegno per la città affiancandoci a tante associazioni no profit locali» e il vescovo ricorda il sostegno della banca per la ristrutturazione della pieve di Santa Maria Assunta nell’isola di Capraia («ci auguriamo che i lavori possano terminare presto»).

Quanto al progetto del centro per i giovani, il monsignore-architetto tiene a ribadire che «servono spazi in cui possano esprimersi»: ok al voto a 16 anni ma – aggiunge – se non è una mossa solo per blandire i ragazzi c’è bisogno che abbiano luoghi dove formarsi all’impegno anziché vederli solo come protagonisti dello sballo o del “guardie e ladri” con l’elicottero della polizia».

Dove? «Ne ho parlato tante volte con la precedente vicesindaca Monica Mannucci e con quella attuale Libera Camici, siamo disposti a collaborare con una galassia di soggetti: si potrebbe farlo al Cisternino di Città. In spazi della diocesi? Potrebbe essere in via delle Sorgenti, ma potrebbe esserci una reazione avversa degli abitanti, oppure all’interno dell’ex Villaggio Scolastico».

IL CONCERTONE

Don Cantini ne parla come di «uno spazio che possa essere vissuto come luogo di libertà» e immagina la suggestione di «un concertone di settembre, in tandem con la Pastorale Giovanile, per aprire al territorio le porte del centro di via La Pira».

L’ultima (doppia) sottolineatura riguarda il carcere: come fare in modo che gli ex detenuti possano reinserirsi senza cadere nella tentazione di rimettersi sulla strada sbagliata; come agire perché chi ha da pagare il debito con la giustizia possa farlo anche con servizi di utilità sociale. «È solo così che si crea sicurezza, – dice Giusti – altrimenti avremo solo disperati che alla prima sbandata torneranno in cella». —

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