Via il registratore di cassa: ecco l’app tutta livornese

I creatori della startup “Omeganex” promettono costi bassi per i negozianti Federico Pieragnoli (Confcommercio): «Porterà grandi benefici per le aziende»

Matteo Scardigli

livorno. Commercianti (e commercialisti) schiacciati dalla burocrazia della fatturazione elettronica dal registratore di cassa da oggi hanno un’alternativa “a chilometro zero”: economica, intuitiva, semplice e veloce, garantisce Confcommercio. Si chiama “Cassa digitale”, ed è un’app in attesa di doppio brevetto lanciata dalla startup Omeganex degli imprenditori labronici Massimo Rutinelli e Lorenzo Vannucci. Il primo, ristoratore, ci mette anni di esperienza diretta. Il secondo è un 21enne diplomato al Vespucci, «autodidatta digitale». «Confcommercio deve cavalcare il cambiamento che sta trasformando il settore nel bene e nel male, soluzioni come questa vanno nella direzione giusta portando beneficio alle aziende», premette il direttore confederale livornese Federico Pieragnoli. E le condizioni ci sono tutte, a patto di avere un dispositivo Android o Apple, linea telefonica e connessione Internet. Un registratore di cassa nuovo costa infatti tra le 500 e le 1.500 euro, poi ne servono fra 200 e mille per la manutenzione annuale. In totale fanno circa 600 euro ogni 12 mesi per un oggetto che ha una vita media di otto anni, senza contare il tempo speso per riordinare i documenti da portare al commercialista.


“Cassa digitale” ha le stesse funzioni di un registratore e promette di fare anche di più per 60 euro l’anno, con la possibilità di mettere in pausa i costi mensili in caso di ferie o di nuove restrizioni. Il documento fiscale infatti si può inviare al cliente via “codice Qr”, per mail o tramite qualsiasi app di messaggistica; da più dispositivi in contemporanea e in tempo reale. E all’eventuale controllo delle forze dell’ordine basterà mostrare la schermata sul telefono. L’idea non è nuova (negli Stati Uniti vale già miliardi di dollari l’anno) e anche in Italia le alternative spuntano ogni giorno. «“Cassa Digitale” è l’unica oggetto di brevetto e rispetto alle altre non è dipendente dagli aggiornamenti dell’Agenzia delle entrate», precisa Vannucci. «Abbiamo una partnership con SumUp e presto ne attiveremo una con SatisPay, e per chi ha Apple Pay o Google Pay (app per gestire pagamenti, ndc) siamo in grado di far risparmiare la commissione sul Pos», spiega il 21enne che ha imparato a programmare da autodidatta, via Internet. E lancia già i prossimi aggiornamenti: «Produrremo dei gestionali specifici per ogni ambito, a cominciare dalla ristorazione. E presto assumeremo ingegneri e personale per l’assistenza ai clienti». Clienti che in Italia sono già circa 600: «Diamo a ciascuno di loro una consulenza di 30 minuti per configurare l’app al momento del primo avvio e grazie ai loro commenti miglioriamo ogni giorno». E per il debutto presentano l’offerta-lancio: «Per vecchi e nuovi associati Confcommercio il costo dell’app è di 5 euro al mese per ciascun account o partita Iva, e i primi sei mesi sono gratis». —

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