Crisi “automotive”: le aziende chiedono finanziamenti a fondo perduto per garantire la competitività

Lo stabilimento Vitesco (foto d'archivio)

L'assessore comunale Simoncini: «In passaggio all’elettrico ci sta penalizzando». Nardini (Regione): «Più politiche di sostegno»

LIVORNO. Mettere in campo tutte le misure sia ordinarie, ma anche e soprattutto straordinarie, al fine di accompagnare la fase di transizione che interessa il settore per evitare in futuro di dover fronteggiare situazioni di crisi occupazionali. È quanto emerso ieri mattina dalla videoconferenza dedicata all’automotive della zona costiera svoltasi nell’ambito del patto locale per la formazione.

L’incontro organizzato dal Comune ha registrato la presenza della Regione con l’assessora alla formazione Alessandra Nardini e le segreterie dell’assessorato alla formazione e all’economia, dei vertici di Vitesco, Magna e Pierburg, le tre multinazionali che operano sul territorio livornese, rappresentati del mondo imprenditoriale, sindacale con Uil e Cgil, di Confindustria, e degli istituti scolastici.


«Stiamo attraversando – ha detto l’assessore comunale al lavoro Gianfranco Simoncini – una fase di passaggio importante che rischia di mettere in discussione il settore dell’automotive, presenza storica per l’economia del nostro territorio. Il passaggio all’elettrico rischia in particolare di vedere penalizzate tutte le attività legate al motore a combustione e la competizione all’interno dei gruppi rischia di colpire il nostro paese a favore di Paesi dell’est europeo nei quali non solo il costo del lavoro e più basso ma soprattutto vi è la possibilità di avere finanziamenti pubblici per gli investimenti in maniera più ampia che in Italia. Per questo è necessaria una politica straordinaria del Governo nazionale che affianchi alle iniziative legate alla formazione, ed al sostegno a ricerca e sviluppo anche misure straordinarie per favorire la tenuta ed il rafforzamento del settore. In questo senso si colloca la richiesta avanzata alla Regione dal sindaco Luca Salvetti per l’inserimento di Livorno tra le aree nelle quali sono abolite le limitazioni agli aiuti di Stato. Aprire in questa direzione permetterebbe di aiutare le imprese collocate sui nostri territori e di vincolare le aziende qui».

Da parte delle imprese del settore dell’automotive presenti all’incontro è stato fatto una quadro della situazione in cui versa il comparto e sottolineata la necessità dell’importanza di investimenti a fondo perduto per garantire e radicare sul territorio la presenza di queste realtà. «Il settore – ha dichiarato l’assessora Nardini – vive una fase di profonda trasformazione, anche su impulso dell’Unione europea, che non può non essere accompagnata da politiche pubbliche di sostegno, il rischio è disperdere un patrimonio industriale e professionale che è profondamente radicato anche nella nostra regione. Ringraziamo il Comune e l’assessore Simoncini per il lavoro che stanno facendo, che è molto utile per tenere alta l'attenzione su queste problematiche e per definire strategie di intervento comuni. Come ribadito dopo la nostra visita allo stabilimento di Vitesco la Regione vuole fare la propria parte anche nell’interlocuzione con il Governo e il ministero dello Sviluppo economico per salvaguardare e aiutare le aziende dell’automotive toscano a rafforzarsi, e stare così nel pieno della competizione internazionale».

Da parte dell’assessore regionale all’economia Leonardo Marras – rappresentato da Vittorio Bugli, il responsabile della segreteria – è stata riconfermata la necessità di lavorare su due fronti, già all’attenzione della giunta: uno ordinario, su cui la Regione dispone di ambiti di azione più diretti che riguardano principalmente la formazione e il supporto alla ricerca e allo svilupp, e uno straordinario costituito dall’istituzione di un tavolo regionale del settore. —

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