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Cinque anni di promesse, proteste e "traslochi". Ecco perché lo skate park a Livorno non c’è

L’ultima protesta di un gruppo di skaters all’Attias che sollecita la realizzazione di uno skate park

Dalla Rotonda d’Ardenza a Banditella: «Soldi e progetto ok, manca un parere». L’area individuata dalla giunta è compresa tra il Parco del mulino e il Golf club

LIVORNO. Manca ancora l’autorizzazione della Soprintendenza per dare il via ai lavori per l’atteso skatepark. «Serve il nullaosta paesaggistico», confermano gli uffici comunali che da mesi si stanno occupando di questa partita. L’area individuata dalla giunta è compresa tra il Parco del mulino e il Golf club, a poche decine di metri di distanza dai Tre ponti, ma «servirà ancora qualche mese per l’inizio dei lavori». Difficile stabilire i tempi, ma è chiaro che quasi sicuramente si andrà al 2022, sempre che la Soprintendenza conceda il via libera all’intervento. E nel frattempo i giovani livornesi che amano lo skateboard, proprio nell’anno del debutto di questa disciplina alle Olimpiadi, si ritrovano senza uno spazio per saltare sulle rampe: nei giorni scorsi sono state rimosse le tre pedane che erano nella piazzetta vista mare dei Tre ponti, rimosse in seguito alle segnalazioni per una zona che d’estate è molto frequentata soprattutto all’ora dell’aperitivo. «E ora dove andiamo?», si chiedono gli appassionati delle rotelle e delle acrobazie, che da anni aspettano un vero skatepark.

IL SEQUESTRO AI TRE PONTI

Il caso è scoppiato nell’ultimo fine settimana, quando gli agenti della polizia municipale sono intervenuti ai Tre ponti per un sopralluogo dopo le segnalazioni dei residenti e dei cittadini. Come fanno sapere direttamente da Palazzo civico, le pedane usate in quello spazio per i salti con lo skate «sono state tolte e sequestrate, con intervento tecnico di Aamps e Avr, perché senza autorizzazioni e non a norma». E durante il sopralluogo dei vigili urbani «è stato rilevato anche il danneggiamento del suolo pubblico». Sanzioni? Per il momento nessuna, visto che «non è stato possibile risalire a chi ha messo quelle rampe ai Tre ponti». Insomma, in passato «nessun ufficio comunale aveva autorizzato il posizionamento di quelle pedane», così nei giorni scorsi «è scattato il sequestro». Un blitz che ha colpito e sorpreso il mondo dello skateboard livornese, anche se da tempo c’erano lamentele per la presenza degli skaters in quell’area: c’è chi sosteneva che danneggiassero la pavimentazione ai Tre ponti e chi diceva che fossero pericolosi per la presenza di altre persone, da quelli che prendono un aperitivo a quelli che vanno a correre sul lungomare.

IL PROGETTO PARCO DEL MULINO

Dopo la bocciatura del progetto M5s per lo skatepark alla Rotonda d’Ardenza e dopo il tramonto dell’ipotesi parco Lenci in Banditella, siamo quindi in attesa dei lavori nell’area del Parco del mulino, come annunciato nei mesi scorsi dal sindaco Luca Salvetti. L’intervento è già stato finanziato (350mila euro) e verrà realizzato dalla società marchigiana Adriatica, ma sulle tempistiche c’è l’incognita Soprintendenza. «Il progetto skatepark - spiegano dal Comune - è stato rielaborato dall’ufficio comunale Progettazione e qualificazione degli spazi pubblici sulla base del progetto andato a gara per l’inserimento nella nuova area indicata dall’amministrazione. L’area, di proprietà comunale, è stata pulita e rilevata topograficamente, inoltre è stato effettuato un sopralluogo alla struttura (sempre di proprietà comunale) adiacente all’impianto del tennis, dove si possono ricavare spogliatoi e magazzini. L’inserimento del progetto skatepark è stato condiviso con i progettisti aggiudicatari del bando per verificare se è congruente con l’offerta presentata, a meno della localizzazione non troppo distante. L’incontro di venerdì scorso ha dato esiti positivi, pertanto si sta redigendo la pratica per la Soprintendenza per ottenere il nullaosta paesaggistico e procedere con l’aggiudicazione definitiva del progetto».

GLI SKATERS A LIVORNO

La situazione è delicata perché il mondo dello skateboard livornese è tutt’altro che marginale. L’esempio è l’associazione sportiva Kiss the rail, scuola di skate che nel giro di cinque anni ha visto passare circa 350 giovani e giovanissimi. «In città manca la giusta considerazione», dicono gli appassionati di una disciplina che nei prossimi giorni vedremo anche a Tokyo. «Si pensa che sia un "ruzzino" - dice Paolo Ciriello, presidente della scuola Kiss the rail - invece si tratta di un’attività paragonabile alla ginnastica artistica. Movimento, coordinazione, battere musate e rialzarsi, stare insieme. E poi ci sono tutte le attività collaterali: grafica, fotografia, videomaking...». Una realtà che a Livorno continua a essere senza casa, senza quelle rampe all’aperto per acrobazie ed evoluzioni spettacolari. --

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