Contenuto riservato agli abbonati

Certificati e tamponi: labirinto-ferie. Parlano I livornesi: «Così prenotare è troppo rischioso»

Dalila Del Sole e Marco Bernardini, Geraldo Marcello e Denise Marfe, Gabriele Magini e Manuela Menici, Marcella Bonistalli e Pietro Galigani

C’è chi ha già un biglietto in tasca per le vacanze ma con le nuove regole potrebbe dover rivedere i piani. Prime disdette

LIVORNO. Aurora ha 21 anni, la sessione di esami di fine luglio da preparare alla facoltà di ingegneria aerospaziale a Pisa e mesi fa ha prenotato con le sue amiche un viaggio in Salento. In Italia e in treno: le meritate vacanze post-esami ai tempi del Covid e delle disposizioni. «Tutto pensato per evitare sorprese», fa notare. Ora i possibili scenari sul tavolo descrivono un “Green pass” interno e ricalibrato a suon di dosi di vaccini scombinando i piani. «Mi vaccinerò per la seconda dose a ridosso della partenza programmata, chi lo sa se potrò andare e come. Un’amica sicuramente no, se queste saranno le regole, ha la prenotazione per la seconda dose troppo avanti», dice Aurora Lippi mentre fa i conti calendario alla mano prima di entrare in biblioteca. «Siamo stanchi», ripete all’ingresso.

Sono alcune delle voci livornesi che negli ultimi giorni passano in rassegna le notizie per capire gli sviluppi della certificazione, le sue regole: per l’estero, ma anche all’interno del paese per la circolazione che in estate significa spesso vacanze. Non è la sola, Aurora, costretta a dover riscrivere l’agenda festiva tra delusione, incertezza e anche lo spettro di poter perdere i soldi spesi per la prenotazione. Paolo Coata, 22 anni e Vittorio Cateni, 24, vestono i l ruolo del portavoce degli amici alle prese con questo tipo di problema organizzativo: «Lavorerò, ma i miei amici rischiano di dover disdire le vacanze in Croazia, non sanno che fare, c’è troppa incertezza. Però è impensabile trovarsi ancora, alla seconda estate di pandemia, a dover parlare di giovani non vaccinati e di problemi di distribuzione», aggiunge Vittorio. Ci sono poi quelli che invece navigano a vista e hanno evitato di prenotare in anticipo le ferie da qualche parte per scongiurare il rischio disdetta: «Anche perché non abbiamo certezze. Ci sarebbe piaciuto andare a Lisbona, però come si fa? Aspetteremo l’ultima dose a fine settembre e si vedrà», aggiungono Denis Marfe e Geraldo Marcello, livornese lei, pisano lui. Da Pistoia e con un biglietto in tasca per la Grecia datato estate 2020 il 30enne Pietro Galigani: con la madre – Marcella Bonistalli – si godono il litorale livornese e parlano di vaccini e “pass”. «Sarebbe stato auspicabile trovarsi in altre condizioni, con una forma chiara per tutte le regole. Ho evitato appositamente mete troppo affollate, abbiamo preferito l’Italia e la montagna, ho rinunciato ai biglietti per la Grecia che avevo acquistato per l’estate scorsa». «Sono una persona abituata a viaggiare, cerchiamo di capire l’evolversi della situazione, se basterà il tampone 48 ore prima oppure servirà la doppia dose, sicuramente mi metto nei panni anche dei ristoratori e questo clima non è facile», sottolinea Riccardo Trambusti, 41enne livornese che si inserisce in questa geografia fatta di ferie ridisegnate, vacanze prenotate all’ultimo tuffo, paura di dover cancellare la prenotazione. C’è chi ci prova comunque: «Noi abbiamo prenotato, andiamo in Sardegna, ci atterremo ovviamente a quelle che saranno le regole. Abbiamo gettato diciamo il cuore oltre all’ostacolo. L’anno scorso invece eravamo rimasti in Toscana per non cambiare Regione. Per le località turistiche l’incertezza non è d’aiuto», il pensiero di Manuela Menici e Gabriele Magini , coppia fiorentina che nelle prossime settimane eleggerà Livorno a luogo del loro matrimonio, vista mare.


Ma all’interno di questo collage tutto labronico c’è chi alle vacanze non pensa. E così se Luigi Farina, 56 anni, sintetizza in maniera efficace il suo concetto («pass o no, se l’unico modo per uscirne è il vaccino, facciamolo»), l’invito che arriva da un’altra coppia è chiaro: «Green pass? Pensiamo ai vaccini, a quella fetta ampia di popolazione ancora non vaccinata. Parliamo di strutture ospedaliere», il punto di Marco Bernardini e Dalila Del Sole, psicologa lei, ingegnere biomedico il primo, nonché docente alla Sapienza di Roma. Non sono gli unici a mettere la certificazione in seconda posizione. «A me non preoccupano le vacanze, quelle sono accessorie e una rinuncia in questo senso si può fare: la priorità è il lavoro, soprattutto in questo periodo», si unisce al coro Amedeo Del Nudo 37enne livornese. «Al di là dei problemi organizzativi delle vacanze che esistono soprattutto per i più giovani perché siamo la fascia meno vaccinata, ci sono dei nodi da sciogliere e delle contraddizioni palesi. Il “Green pass” per il treno ha poco senso dopo mesi che sui treni si può viaggiare seguendo le regole della mascherina e del distanziamento. Cos’è cambiato nel frattempo? La priorità dev’essere rappresentata dalle vaccinazioni. Solo così possiamo tornare alla normalità archiviando anche gli anni di didattica a distanza», chiude Nadia Dahani, 22 anni, altra studentessa di ingegneria. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA© RIPRODUZIONE RISERVATA