Olimpiadi a Tokyo: Livorno ha già vinto l'oro per numero di partecipanti

Aldo Montano (scherma), Gabriele Detti (nuoto), Filippo Volandri (tennis), Francesca Fangio (nuoto)

La provincia è prima per il rapporto tra gli atleti e gli abitanti: 19 tra sportivi e coach. E nella classifica ventennale secondi dopo Trieste

LIVORNO. La provincia di Livorno, secondo un’indagine de Il Sole 24 Ore, sarà la città più rappresentata ai Giochi di Tokyo per numero di convocati in rapporto alla popolazione (3,17). E addirittura la seconda, dietro Trieste, per le convocazioni olimpiche dal 2000 al 2020 e il relativo ranking in base alle partecipazioni maschili e femminili. Un dato pazzesco. Meravigliosamente bello. Di cui la città, tutta, deve andare orgogliosa. Ma che dovrà essere anche una spinta (o l’ennesimo appiglio) per far sì che la qualità degli impianti labronici migliori sensibilmente rispetto a quella attuale, in molti casi disastrosa. Diciannove esponenti dello sport livornese (sarebbero stati 20 con Sara Madera) ai Giochi giapponesi lo meritano. Altrimenti il domani, e le future partecipazioni, gioco forza ne risentirebbero: «Livorno, leader a Tokyo, davanti a tutti - ha commentato ieri il delegato provinciale del Coni, Giovanni Giannone - un successo dei tanti atleti, tecnici e dirigenti che giornalmente lavorano in maniera silenziosa, con pochi riconoscimenti, ma tanta umiltà e volontà. Forse sarà il caso di valorizzare questo “fenomeno” e di portarne profitto per il nostro territorio?». Parole sante. Sulle quali riflettere e lavorare, per un futuro ancora più denso di soddisfazioni. Nel frattempo, dal 23 luglio (fino all’8 agosto) sarà un onore seguire in tv le gesta dei nostri ragazzi, molti dei quali già atterrati in Giappone.

Saranno 11 atleti e 8 tra allenatori e dirigenti, al netto, purtroppo, dell’esclusione beffarda della Madera, la quale nelle scorse ore si è sfogata attraverso una lunga riflessione sui propri social network. Ma partiamo dal nuoto, la disciplina più rappresentata (come nel 2016) con 7 elementi: i livornesissimi Gabriele Detti - bronzo in carica dei 400 e 1500 stile libero -, Sara Franceschi (a caccia di una finale nei misti) e Francesca Fangio, i due tecnici federali Stefano Franceschi e Stefano Morini, più i due “adottati” Alberto Razzetti e Matteo Ciampi che macinano centinaia di chilometri nelle piscine livornese ogni santo giorno. Il pianeta scherma porterà in dote l’esperienza di Aldo Montano (giunto alla 5° partecipazione), Irene Vecchi, il maestro Nicola Zanotti (a bordo pedana con la sciabolatrice indiana Bahvani Devi Chadalavada), Andrea Baldini in qualità di allenatore della moglie turca Irem Karamete e Marco Ciari, tecnico azzurro per la scherma paralimpica. Al terzo posto troviamo la pallavolo con ben due frecce nel roster femminile a disposizione del tecnico Davide Mazzanti: la schiacciatrice Elena Pietrini e la centrale originaria di Piombino, Sarah Fahr. A loro si aggiunge Giulia Aringhieri per il sitting volley - perno della nazionale vice campione d’Europa - e Antonio Giacobbe (cecinese), commissario tecnico della nazionale tunisina. E poi ancora Tommaso Chelli (tiro a segno), Francesco Marrai (in forza allo staff del Brasile per la vela) e Filippo Volandri, capo delegazione della squadra azzurra di tennis che, ahinoi, dovrà a rinunciare al talento di Matteo Berrettini, ai box per un risentimento muscolare.


Un dream team pronto a illuminare di amaranto il cielo di Tokyo, nel bel mezzo di un’Olimpiade per pochi intimi e, comunque vada, alterata dal Covid-19. Baldi e fieri.

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