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«Ho rifiutato l'elisoccorso perché dovevo lavorare»: parla il bagnino denunciato in monopattino

Capraia, il racconto dopo l’incidente: «Non ho voluto fare l'alcol test, è vero, ma non guidavo ubriaco. Ero solo sotto choc quando i carabinieri me lo hanno chiesto»

CAPRAIA. «Ubriaco sul monopattino elettrico? Ma per favore... lo possono testimoniare tantissime persone che stavo benissimo e per tutelarmi ho già contattato il mio avvocato. Semplicemente, per evitare cinque persone affiancate per la strada davanti alla chiesa, ho preso una buca e sono caduto sbattendo violentemente la testa sull’asfalto. Sono stato incosciente per oltre un’ora, poi al risveglio in ambulatorio il medico mi ha detto: “Deve andare a Livorno con l’elisoccorso”. Non capivo niente e volevo rimanere a Capraia per lavorare. Stavo bene, nonostante il trauma cranico. E quando i carabinieri mi hanno chiesto di fare il test alcolemico, ho risposto di no. In quel frangente, francamente, ero sotto choc. Non ero nelle condizioni di comprendere e a ripensarci, ovviamente, accetterei perché non ero ubriaco e stavo bene».

Paolo Bini, 56 anni, è un imprenditore e bagnino livornese e da anni affitta le sdraio sulla spiaggia del Frate, a Capraia. Venerdì 16 luglio, attorno alle 20, i carabinieri lo hanno denunciato per essersi rifiutato di fare l’alcol test dopo uno schianto in monopattino vicino al porto, in cui solo lui è rimasto ferito. Nessun altro. E al termine degli accertamenti, con l’elisoccorso giunto sull’isola per trasferirlo all’ospedale labronico per un Tac, si è rifiutato di salire a bordo «perché ho ragionato da imprenditore, non da persona alle prese con un problema di salute, visto che avevo bisogno di lavorare».


Bini, ci racconti cos’è successo? Era ubriaco sul monopattino?

«No, lo possono testimoniare tantissime persone. Mi ero dimenticato il cellulare in paese e avevo quella strada poco prima. Stavo bene, sono solo caduto perché sono passato sopra una buca per evitare cinque persone che stavano camminando, una a fianco all’altra, in strada. Una cattiva abitudine qui sull’isola. Mi tutelerò, perché mi sono fatto male a causa della strada dissestata davanti alla chiesa».

E allora perché ha rifiutato l’alcol test?

«Mi ero appena svegliato dopo oltre un’ora di incoscienza: avevo battuto la testa fortissimo. I miei ricordi finiscono dopo la caduta, poi riprendono in ambulatorio, dove ero circondato da medici e carabinieri che mi dicevano di sottopormi agli esami e salire sul “Pegaso”. Non ero nelle condizioni di ragionare e ho rifiutato entrambe le opzioni, ma non ero certo ubriaco».

L’elicottero, solo per atterrare e ripartire, è costato oltre tremila euro (25 al minuto)...

«E che c’entro io... mica l’ho chiamato io».

Lo hanno chiamato i medici.

«Capisco che per un trauma cranico si debba chiamare, va bene, ma potevano anche avere una cautela maggiore prima di farlo partire da Massa. Io ho rifiutato perché stavo bene e non volevo perdere nemmeno un giorno di lavoro».

Quindi si è rifiutato di fare il test alcolemico perché era ancora sotto choc per l’accaduto?

«Sì, ero un po’ annebbiato. Ma chi non lo sarebbe dopo una botta del genere? In quel momento, fra l’altro, mi ripetevano: “Devi prendere l’elicottero, devi prendere l’elicottero”. Mi sono sentito sotto torchio, non riuscivo a capire bene che cosa stesse succedendo».

Il giorno dopo è tornato al lavoro?

«Sì, subito. La mattina ero già in spiaggia. In testa non mi hanno tagliato un capello, non ho una benda, e dopo l’incidente mi sembra di stare come prima».

Però l’impatto è stato forte...

«Fortissimo, ho fatto una sterzata brusca per evitare queste persone, finendo sulla buca con la ruota anteriore e poi per terra»

Il monopattino glielo hanno sequestrato?

«Macché, ce l’ho qui. Se vuole le mando una foto...».

Cosa le hanno detto dopo l’accaduto?

«Di questa storia se ne stanno parlando un po’ troppo: per me è una cattiva pubblicità. Mi tutelerò con gli avvocati, ovviamente, ma sono pronto a farmi fare qualsiasi esame per dimostrare che quella sera non ubriaco. Stavo bene, non ero semplicemente nelle facoltà di accettare o rifiutare le richieste, perché non capivo. Mi ero appena svegliato dopo il trauma cranico...».